Due modi di intavolare una trattativa: presentarsi con il cappello in mano o sbaiardare
Stefano Bisi.
La deputazione generale domani venerdì 23 deciderà di non decidere. Più precisamente tra una attività diplomatica e l’altra, dopo l’improvvida uscita del presidente della Fondazione Monte dei Paschi Riccardo Coppini sul “suo sì” all’opas di Intesa Sanpaolo sulla banca, alcuni deputati generali si sono molto arrabbiati, altri un po’ meno, ma tutti hanno giudicato negativa l’esternazione.
Per non spaccare la deputazione e decapitare Palazzo Sansedoni, dalla riunione uscirà una posizione in cui sarà riaffermata la linea del non smembramento della banca più antica del mondo e sarà dato mandato al presidente di approfondire i temi in campo con aggiornamento della seduta alla prossima settimana.
L’unica certezza è che la bischerata, se di bischerata si tratta, o peggio, se Coppini, alla zittina, ha intavolato già una trattativa con Intesa, ha prodotto il risultato di creare tensione tra le istituzioni e al loro interno, che finora avevano operato in armonia.
Ci sono due modi di trattare con i possibili vincitori: andare con il cappello in mano o sbaiardare; chiedere di essere trattati da bravi provincialotti o rappresentare a voce alta una posizione. E la “posizione” non dovrebbe essere solo quella di voler mantenere il legame del Monte con il territorio senese e toscano, ma andrebbe sottolineata la necessità dell’esistenza di una banca dove lo Stato ha ancora voce in capitolo come portatore di interessi generali.





