Casini si ritira mentre dice che Elly e Giorgia sono brave e pure Berlusconi, Napolitano e Nilde Iotti
Pietro Senaldi su Libera interpreta l’annuncio di Pier Ferdinando Casini di lasciare il Parlamento nel 2027, dopo 44 anni, non tanto come un ritiro dalla politica quanto come una possibile mossa in vista del Quirinale, come scritto anche da sfogliamo.eu. L’autore sottolinea come l’ex presidente della Camera abbia escluso una candidatura diretta, ricordando che al Colle non ci si candida ma si viene eletti, ma ritiene che le sue dichiarazioni contengano diversi indizi di una strategia in vista della successione a Sergio Mattarella. Senaldi legge in particolare i riferimenti di Casini a Giorgia Meloni ed Elly Schlein, entrambe riconosciute come figure politiche di rilievo, e i richiami a Silvio Berlusconi, Giorgio Napolitano e Nilde Iotti. Secondo l’autore, l’ex leader centrista starebbe cercando di accreditarsi come una figura capace di dialogare con schieramenti diversi, senza apparire legata a una sola parte politica. Il giornalista ricorda inoltre il precedente tentativo di Casini di arrivare al Quirinale nel 2022, quando ottenne 52 voti al terzo scrutinio, sostenuto soprattutto da Matteo Renzi ma ostacolato da Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Giuseppe Conte, oltre che dalle preferenze di una parte del Pd per la riconferma di Mattarella. In vista della prossima elezione presidenziale, Casini potrebbe avere maggiori possibilità se le elezioni politiche producessero un risultato incerto o se le forze parlamentari volessero evitare uno scontro su candidati troppo divisivi. Senaldi lo presenta così come un possibile compromesso per chi cercasse una figura trasversale e istituzionale, capace di raccogliere consensi oltre i confini delle coalizioni.





