A Lucca giornata di studi sui modelli repubblicani del passato
Roberto Pizzi.
Venerdì 23 ottobre (dalle ore 15 alle 18,30), nella sala delle Conferenze di Palazzo Guinigi, in Lucca si terrà una giornata di studi sui tre modelli delle Repubbliche dell’Italia dell’Antico Regime: Lucca, Genova e Venezia. Il convegno approfondirà il tema della “eccezionalità” dell’assetto repubblicano nella realtà politico-istituzionale italiana ed europea dei secc. XVI-XVIII, dominate dall’assolutismo, mediante un’analisi comparata delle tre entità statuali di queste tre gloriose repubbliche. In particolare si discuterà del peculiare l’assetto “repubblicano” lucchese (1199 circa -1799) che divenne per alcuni esponenti dell’ illuminismo europeo un modello politico – istituzionale che influirà anche sulla cultura, sull’arte e sull’economia cittadina durante l’Età Moderna e nei secoli successivi. Nel 1542 gli Anziani (la più alta magistratura cittadina) proclamavano, orgogliosi, che Lucca era “il governo più popolare d’Italia e nessuna sua deliberazione veniva presa se non alla presenza di un centinaio di consiglieri”; ma come spiega lo storico Marino Berengo, tutti sapevano molto bene “che il problema risiedeva nel concentrarsi dell’autorità non in pochi cittadini, ma in poche famiglie”. Tutto questo non toglieva nulla al fatto che le libere repubbliche furono esperimenti di governi che avevano quale finalità principale quella di permettere ad una parte ampia, per quei tempi, della popolazione di partecipare al governo e al potere sovrano.
Lo stesso Machiavelli, del quale si appresta Il quinto centenario della sua morte (21 giugno 2027),lodava le istituzioni politiche di Lucca perché il più alto potere esecutivo dello Stato non aveva un’assoluta “autorità sopra i cittadini”. Nella Repubblica, inoltre, sussisteva un’amicizia, un senso del dovere, una fierezza repubblicana sconosciute ai sudditi di un monarca, di un principe o di un papa i quali imparavano l’arte di vivere da servi. I membri della repubblica imparavano l’arte di vivere da cittadini…ed è proprio sotto l’aspetto etico che questa tradizione repubblicana faceva appello agli scrittori dell’Illuminismo, a Voltaire, a Diderot, a D’Alembert, a Rousseau, che dettero vita all’Encyclopédie, non a caso ristampata – per prima in Italia – proprio nella Lucca repubblicana. per opera di Ottaviano Diodati .
I lavori di questo importante convegno saranno coordinati dal prof. Prof. Dino Cofrancesco(Università di Genova) e vedranno lo svolgimento dei seguenti temi:
– Prof. Giovanni Cipriani (Università di Firenze): Le repubbliche italiane e le loro peculiaritànell’età moderna:Venezia, Genova, Lucca.
– Prof. Danilo Breschi (Università degli Studi internazionali di Roma UNINT): L’anomalia come norma: il mito di Lucca nel secolo dei lumi.
– Prof. Carla Sodini (Università di Firenze): L’esaltazione della libertà e della forma dl governo repubblicana nelle funzioni civili e religiose lucchesi dei secc. XVI-XVII
– Mario Parensi (Presidente Historica Lucense): La libertà lucchese raffigurata sulla carta,incisa nel metallo, scolpita nel marmo e nella pietra grigia.





