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Politica

I vicoli ciechi del progressismo

woman in the bookstore selecting books

Alessandro Palumbo.

Nora Bussigny è una giovane giornalista di inchiesta, francese di origine marocchina. Ha poco più di trent’anni, un sorriso aperto e una ironia tagliente. Ha scritto “i nuovi antisemiti, il racconto di una infiltrata nell’ultrasinistra francese”. Dopo l’otto ottobre Nora si è camuffata e sotto copertura ha voluto documentare direttamente l’odio antisemita presente nella sinistra francese. 

Si è infiltrata in manifestazioni, nei gruppi social, in Telegram, nei campus universitari, nei comizi della sinistra radicale, per documentare quello che Manuel Valls ha definito “un antisemitismo esuberante, militante, vestito dagli stracci del progressismo”

Il libro in Francia è stato un best seller e ha provocato preoccupazione e indignazione, ma ha anche procurato all’autrice una serie di attacchi e minacce,  France Insoumise,  il movimento della sinistra radicale fondato da Jean Luc Melenchon l’ha presa di mira.

Mercoledi 8 ottobre ha presentato il suo libro a Milano al Teatro Parenti, ormai l’unico posto, a Milano, dove si può parlare di antisemitismo e di Israele in maniera libera e civile.

Teatro pieno, gente attenta, ha raccontato la sua incredulità nel vedere le femministe brindare al sette ottobre e la conseguente decisione di documentare per capire, ma anche le paranoie linguistiche, per cui ha rischiato di essere scoperta per aver detto Israele anziché entità sionista; ha raccontato con ironia le classifiche interne al movimento per cui nei cortei in prima fila vanno gli oppressi, arabi, neri, e poi via via scorrendo i bianchi che sono per definizione oppressori. Gli ebrei bianchi, benestanti, sono gli ultimi di una gerarchia in negativo.

Nell’area della sinistra estrema il sentimento più diffuso è l’odio per l’Occidente, per i suoi valori, un odio per se stessi. La storia è letta in bianco e nero, i bianchi cattivi, gli altri buoni. Il fine ultimo è la distruzione del nostro sistema di vita, l’obiettivo attuale è Israele, il rappresentante dell’Occidente, ma il fine ultimo è la erosione del nostro sistema. 

Da qui l’alleanza con l’Islam radicale, espressione dei popoli oppressi.

La classe operaia, ormai imborghesita, è stata sostituita. Un paradosso che giustifica la teocrazia, l’oppressione delle donne e sinanche il terrorismo.

la pericolosità di questa alleanza la vediamo nelle manifestazioni che stanno devastando la Francia, le giuste rivendicazioni degli studenti vengono cavalcate e strumentalizzate da una alleanza tra France Insoumise e islamici radicali che gridano Whallah  (giuro su Hallah).

È la storia letta attraverso la dicotomia oppressi/oppressori, una semplificazione figlia dell’ignoranza, ormai diffusa nelle università, nelle scuole, nei mezzi di comunicazione che staprogressivamente rendendo l’antisemitismo non solo possibile, ma anche giusto.

Vi sono sicuramente delle differenze tra Francia e Italia, in Francia la presenza di una forte comunità islamica, radicalizzata e organizzata, incide fortemente sui flussi elettorali, di fatto creando due alternative estreme; da una parte Melenchon col suo conclamato antisemitismo e il suo disprezzo per i valori occidentali, dall’altro Le Pen, xenofoba e nazionalista. Il rischio, se non la certezza è per i francesi di dover scegliere alle prossime presidenziali tra queste alternative.

In Italia la presenza islamica è numericamente inferiore ma si sta radicalizzando e organizzando  nelle seconde generazioni, il dato negativo è che mentre in Francia le forze tradizionalmente di governo (socialisti, repubblicani, centristi) tentano di arginare la deriva islamista, antisemita e antioccidentale, in Italia il maggior partito di sinistra con cultura di governo, il PD, cavalca le pulsioni antisemite e antioccidentali con una cultura da assemblea studentesca.

Le giuste aspirazioni del popolo palestinese vengono utilizzate per odiare il popolo ebraico.

Lo spartiacque è il prossimo voto sul Ddl antisemitismo, un Ddl che non impedisce le critiche e le azioni contro il governo Israeliano, come giusto, ma vuole porre un argine ai fenomeni sempre più diffusi di odio razziale.

In Italia il fenomeno del palestinismo è ormai l’unico collante di un “campo largo” altrimenti diviso su tutto.

Il palestinismo è ormai diventato una religione dove persone istruite, ben educate, enunciano concetti e frasi che abbiamo visto e sentito nel secolo scorso e che abbiamo visto e sentito anche nel campo della sinistra italiana dominata per decenni dal Pci.

Nella storia francese la sinistra si spaccò sul caso Dreyfuss, ma l’impegno di intellettuali riusci a far ritrovare alla sinistra la via della civiltà. In Italia se si esclude Erri De Luca, che è stato massacrato dai media di sinistra, non si vede nulla all’orizzonte, aspettiamo il voto sul Ddl antisemitismo e su questo misureremo la sinistra italiana.

“malgrado me sono di sinistra”

Albert Camus

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