Interoperabilità di tutte le banche dati, l’idea di Brunetta rilanciata alla presentazione del libro di Mastrapasqua
“Se tornassi indietro farei una cosa sola: l’interoperabilità di tutte le banche dati digitali presenti nelle amministrazioni pubbliche in Italia. Che dialoghino fra loro, per la trasparenza, per l’efficienza, per la produttività. Il Paese sarebbe diverso”. Così Renato Brunetta, presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), alla presentazione a Roma del libro di Antonio Mastrapasqua “Il futuro rubato” (Solferino). Alla tavola rotonda hanno partecipato il giudice emerito della Corte costituzionale Sabino Cassese, il presidente dell’Istituto nazionale della previdenza sociale Gabriele Fava e l’autore, già alla guida dell’Istituto. Ha moderato Antonio Polito del Corriere della Sera.
Per Brunetta l’interoperabilità è l’asse su cui poggia la digitalizzazione del Paese, e con essa la trasparenza. Oggi invece ogni amministrazione custodisce la propria banca dati, per il numero monstre di 19.000 database diversi, “perché è la sua potenza e il suo egoismo”.
“Se informatizzassimo davvero il Paese – ha aggiunto – avremmo una spinta fortissima al cambiamento”.





