Blog - Stefano Bisi
SfogliAmo.eu
Fondato da Stefano Bisi
Economia

Lovaglio non perde il sorriso ma a muso duro dice: “Il nostro piano prevede crescita e ha visione”

L’ad di Banca Monte dei Paschi Luigi Lovaglio non perde il sorriso ma scrive a muso duro al Financial Times per precisare il suo piano che, sottolinea, “non è un’integrazione a quattro”. L’ad di palazzo Salimbeni, nel rispondere a un articolo del quotidiano finanziario, specifica meglio quali sono le sue intenzioni. “L’operazione con Mediobanca è già in corso, con il relativo quadro di integrazione già integrato nel nostro piano industriale. Considerarla come una nuova operazione sopravvaluta in modo sostanziale sia ciò che resta da fare sia il rischio complessivo di esecuzione”, dice. Inoltre, “né Banco Bpm nè Banca Generali sono imprese equivalenti, e pertanto non dovrebbero essere considerate come un’unica sfida di integrazione. Banco Bpm – commenta Lovaglio – rappresenta una fusione convenzionale tra due banche commerciali con franchise complementari e una chiara logica industriale. Banca Generali è un’acquisizione strategica nel settore della gestione patrimoniale, con un modello operativo e una base clienti distinti”.

Fondamentalmente, prosegue Lovaglio, “il nostro progetto industriale va ben oltre le manovre difensive: esso riflette una forte visione di crescita volta a servire meglio le famiglie e le imprese, nonché l’economia italiana nel suo complesso”. Quindi ribadisce che “l’aggregazione darebbe vita a un gruppo finanziario italiano leader e realmente diversificato, con posizioni significative nei settori del commercial banking, del corporate e investment banking, del private banking e della gestione patrimoniale. Il mix di attività che ne risulterebbe sarebbe paragonabile ai principali modelli bancari europei”. Poi il banchiere esprime un giudizio anche sull’Opas di Intesa Sanpaolo che “comporta a sua volta rischi di integrazione, normativi, antitrust e di cessione, tra cui lo smantellamento della stessa Mps e una riduzione del livello di concorrenza nel sistema finanziario italiano, eppure questi aspetti non vengono esaminati”. Infine, “entrambi i percorsi strategici — quello di Mps e quello di Intesa — presentano una certa complessità, e un confronto equo dovrebbe tenerne conto”. E conclude: “La visione che abbiamo proposto è chiara. Un mercato bancario caratterizzato da una concorrenza autentica, costruito continuando a remunerare i nostri azionisti e a sostenere le comunità che serviamo”.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti

Altre notizie da ECONOMIA

Tutte →