Dei diritti civili ci accorgiamo soltanto quando viene limitata la nostra libertà, le furbizie di Conte e l’appiattimento di altri
Paola Concia, ex parlamentare del Pd, in una intervista al Quotidiano Nazionale, interviene nel dibattito sul dibattito innescato dall’ex premier Giuseppe Conte sul cosiddetto fenomeno woke.
Giuseppe Conte archivia il woke per riposizionarsi in vista delle primarie, mentre il Pd di Elly Schlein sposa il femminismo intersezionale. È un fenomeno radicato da noi o è uno spauracchio agitato dalla destra?
“Chi dice che in Italia non esiste dice una sonora bugia. Basti pensare al mondo accademico, alla cancel culture o a certe copertine come quella de L’Espresso con l’uomo incinto. Nel Pd questo estremismo incide moltissimo: ho visto parlamentari accodarsi in silenzio a Schlein, trattando da fascista chiunque, come me, osasse sollevare critiche. Il ripensamento di Conte? Pura furbizia. Ha capito che quella narrazione non funziona più alle urne, e ora gli altri, grandi giornali compresi, gli vanno dietro in modo opportunistico”.
Picconando il wokismo, non si fa il gioco di Trump in America o Vannacci in Italia, che i diritti vorrebbero azzerarli?
“I nemici dei diritti sono due: l’estremismo woke e l’anti-woke. Ma il vero favore alla destra lo ha fatto chi le ha aperto un’autostrada. Concentrandosi sulle desinenze, sullo schwa e su battaglie surreali, hanno regalato le classi popolari agli avversari. Certe esagerazioni non combattono l’omofobia o la transfobia: finiscono solo per alimentarle. E voglio dire un’ultima cosa alla segretaria del Pd, che forse non le farà piacere: quando dice, per metterci una toppa, che i diritti civili e quelli sociali devono viaggiare insieme… benissimo, cara Elly, ma è esattamente quello che stavamo facendo noi prima del delirio woke. Io parlo di diritti civili e sociali insieme da diciotto anni. Devi sapere che questo fa parte della cultura riformista di sinistra, non l’abbiamo scoperto oggi”.


