Saranno riformati quindici ordini professionali, soddisfatto il presidente dell’Ordine dei giornalisti Bartoli
Con 81 voti favorevoli, nessun contrario e 50 astensioni l’aula del Senato ha approvato il disegno di legge 1663 di delega al Governo per la riforma della disciplina di quindici ordinamenti professionali. Ora il testo passa alla Camera per il via libera definitivo a cui seguirà l’adozione dei decreti legislativi. Gli ordini toccati da questo Ddl sono: consulenti del lavoro, assistenti sociali, agrotecnici, architetti, attuari, spedizionieri doganali, consulenti in proprietà industriale, giornalisti, agronomi e forestali, geologi, geometri, ingegneri, periti agrari, periti industriali e tecnologi alimentari.
“Una riforma che rappresenta la porta d’ingresso verso il futuro delle professioni ordinistiche, grazie anche al grande senso di responsabilità e alla forte collaborazione dimostrata dai 15 ordini professionali sui quali essa incide”.
Così ProfessionItaliane sul primo via libera oggi dall’Aula del Senato al ddl delega per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali, che passerà adesso alla Camera dei Deputati. Interessati dal ddl gli ordini di consulenti del lavoro, assistenti sociali, agrotecnici, architetti, attuari, spedizionieri doganali, consulenti in proprietà Industriale, giornalisti, agronomi e forestali, geologi, geometri, ingegneri, periti agrari, periti industriali e tecnologi alimentari. Nei mesi scorsi ProfessionItaliane, l’Associazione che rappresenta le professioni oggetto della riforma, ha svolto un ruolo di mediazione e coordinamento.
Il provvedimento “garantisce una profonda modernizzazione del sistema ordinistico,incidendo, in particolare, su una più chiara definizione delle attività tipiche, riservate e di consulenza ma anche sulle modalità di accesso alla professione, sulla formazione continua e sulla valorizzazione delle competenze digitali e di quelle relative all’Intelligenza Artificiale. Infine, la riforma interviene anche sulla governance ordinistica, sulle società tra professionisti e conferma la natura pubblicistica degli Ordini professionali”, si aggiunge. Dopo l’approvazione della Camera dei Deputati, si aprirà la fase dei decreti legislativi. “Anche in questo percorso di concretizzazione dei valori e dei principi contenuti nel ddl delega la compattezza e l’unità delle 15 professioni coinvolte sarà fondamentale per arrivare a una riforma complessiva davvero in grado di vincere la sfida dei tempi e accompagnare gli ordinamenti professionali nelle inevitabili trasformazioni che ne derivano”, conclude la nota.
“Sono 63 anni che i giornalisti sono ancorati a norme professionali ormai superate, se si escludono i principi generali che restano sempre validi. Riteniamo che il Ddl delega sulle professioni sia un importante passo in avanti e possa essere un utile strumento per dare alla professione e ai cittadini un quadro di regole che consenta al sistema dell’informazione di affrontare efficacemente le sfide di oggi e di domani. Condividiamo l’impianto della legge delega approvata al Senato e auspichiamo tempi rapidi per il passaggio alla Camera. Poi ci sarà da approntare i decreti attuativi, che rappresenteranno il cuore della riforma e che dovranno definire gli aspetti specifici di ogni professione. È lì che si vedrà la volontà di rendere quella dei giornalisti una professione moderna, autonoma e al passo dei tempi”. Questo il commento del presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli che ha presenziato a Palazzo Madama, con altri presidenti degli Ordini interessati, alla discussione e alla votazione del provvedimento. Nella foto Carlo Bartoli alle Giubbe Rosse durante l’iniziativa Dialoghi in cerchio.





