Le prossime elezioni in diversi Paesi potrebbero ridisegnare il volto dell’Europa ma l’Italia si distinguerà per un esito ambiguo
Angelo Panebianco sul Corriere della Sera parla delle prossime elezioni che interesseranno diversi Paesi europei e che potrebbero ridisegnare il volto politico dell’Europa e incidere su questioni decisive come l’integrazione europea, il sostegno all’Ucraina e la risposta alla minaccia russa. In questo contesto, l’Italia rischia però di distinguersi per un esito meno chiaro e più ambiguo rispetto ad altri Paesi. L’editorialista individua tre possibili scenari: una vittoria della destra senza Vannacci, una vittoria della destra con il sostegno di Vannacci oppure una vittoria della sinistra. Il primo scenario appare poco probabile. Nel secondo, Vannacci potrebbe sostenere il governo senza entrarvi direttamente, mantenendo però la capacità di condizionarne l’azione e logorare la leadership di Giorgia Meloni, con l’obiettivo di affermarsi come principale riferimento della destra. In tale situazione, sostiene Panebianco, la politica estera italiana risulterebbe segnata da incertezza e oscillazioni, pur nella proclamata continuità con gli impegni internazionali. Anche un’eventuale vittoria della sinistra non garantirebbe maggiore chiarezza. L’autore evidenzia infatti le divisioni interne al centrosinistra sui temi della politica estera e della sicurezza, nonché l’assenza di una leadership in grado di imporre una linea unitaria. Il rischio sarebbe che le correnti più critiche verso il sostegno militare a Kiev e verso le politiche europee di riarmo influenzino in modo significativo l’azione di governo. Per Panebianco, mentre altri Paesi europei potrebbero scegliere con nettezza tra rafforzamento della cooperazione europea e politiche di deterrenza oppure orientamenti più favorevoli all’appeasement verso la Russia, l’Italia potrebbe ancora una volta imboccare una strada intermedia, caratterizzata da ambiguità e indecisione.





