Finanziare riduzioni fiscali con fondi temporanei è una scelta poco efficace e difficilmente sostenibile
Veronica De Romanis su La Stampa scrive che la prossima Legge di Bilancio dovrà affrontare il problema delle coperture lasciato dalla conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. De Romanis commenta che il governo ha utilizzato parte delle risorse del Pnrr per finanziare misure permanenti, come la riforma dell’Irpef e il taglio del cuneo fiscale, liberando temporaneamente margini di bilancio. Con l’esaurimento del Piano, però, quelle risorse non saranno più disponibili e sarà necessario reperire finanziamenti strutturali per mantenere gli stessi interventi. De Romanis ritiene che finanziare riduzioni fiscali con fondi temporanei sia una scelta poco efficace e difficilmente sostenibile. Da un lato, osserva, l’incertezza sulla durata delle misure ne limita gli effetti sui consumi; dall’altro, rinvia al futuro il problema delle coperture permanenti, riproponendo una prassi già seguita da molti governi attraverso strumenti diversi, come le clausole di salvaguardia. A suo giudizio, questa impostazione ha contribuito nel tempo all’aumento del debito pubblico e oggi si scontra con un contesto reso più difficile dalle nuove regole europee di bilancio, che impongono sia il rispetto del limite al deficit sia una progressiva riduzione del debito. De Romanis conclude che le future manovre dovranno inevitabilmente individuare risorse all’interno del bilancio dello Stato, attraverso una riduzione della spesa o un aumento delle entrate. Osserva però che il confronto politico appare concentrato soprattutto su nuove promesse di spesa, mentre le modalità di finanziamento vengono spesso rinviate o ignorate. Senza una politica economica fondata su coperture credibili e su una gestione rigorosa dei conti pubblici, sostiene De Romanis, il dibattito rischia di ridursi a una competizione di annunci privi di sostenibilità finanziaria.





