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Giornalismo a Lucca, il Giornale Enciclopedico di Liegi

Roberto Pizzi.

Nel gennaio 1756 nasce la prima gazzetta di Lucca, il  Giornale Enciclopedico di Liegi, tradotto e commentato, grazie ai torchi di Vincenzo Giuntini e poi di Jacopo Giusti. Promotore e traduttore, al quale è appropriato anche il titolo di editore, fu Ottaviano Diodati (1716-1786), “uno dei più versatili ingegni che siano mai fioriti in Lucca nel XVIII Secolo”. 

Intellettuale poliedrico, Diodati si occupò di fisica, di medicina, di storia, filosofia, teologia e letteratura. Scrisse poesie, commedie, libretti d’opera, tragedie ed anche un poema epico da titolo “Fasti del mondo antico”.  Fu anche valente architetto: suo fu il progetto delle trasformazioni del parco della Villa Garzoni, a Collodi, dagli straordinari effetti estetici. La sua sensibilità scenografica, l’attenzione al gioco prospettico, la preferenza per la magnificenza e il particolare decorativo non escludono nei suoi progetti architettonici il riferimento, razionale e settecentesco, all’harmonie e alla bienséance, alla simmetria dell’insieme vista però soprattutto nel rapporto tra l’edificio e lo spazio antistante. I progetti che egli presentò intorno al 1751 per la reggia di Caserta risentirebbero chiaramente dell’influenza di F. Juvarra, attivo del resto a Lucca tra il 1724-25, e del contemporaneo gusto decorativo francese. Più tardi, nel 1772, su suo  disegno, fu edificato a Lucca il teatro Castiglioncelli (poi Teatro Nota). 

Diodati  indirizzò la sua vena di ricerca, ad un tempo concreta e fantasiosa  anche verso questioni ed esperienze di metallurgia e di chimica ed ideò anche invenzioni che vanno dal progetto di un edificio antisismico dopo il terremoto di Lisbona del 1755, alla elaborazione di una complessa scrittura convenzionale, che collega ad una esigenza illuministica di più larga comunicazione e diffusione del sapere le antiche aspirazioni della mnemotecnica e della logica combinatoria. Letteratura, architettura, curiosità scientifica e “meccanica” si confondono dunque nel Diodati, con amabile “diletto”, ma anche con istinto “mercantile” che non gli fece disdegnare la gestione di un notevole patrimonio, in parte ereditato dal padre e in parte incrementato dalla collezione di dipinti   di Tiziano, Raffaello,  Giulio Romano, Guercino,  Paolo Veronese e del contemporaneo PompeoBatoni. Nel suo patrimonio figurava anche l’attuale palazzo Orsetti, già Diodati, di via S. Giustina, sede del Comune di Lucca.

Il Giornale Enciclopedico di Liegi durò quattro anni e le sue pubblicazioni andarono a formare una raccolta di 32 volumi, con 96 fascicoli, in formato ottavo piccolo. Esso mutuava lo spirito illuministico dall’ organo di stampa del partito dei filosofi parigini, il Journal encyclopédique, del quale altro non era che la ristampa italiana e le sue pubblicazioni erano animate dal desiderio di diffondere ad un pubblico sempre più vasto il compendio delle conoscenze del mondo di allora. In particolare, poi, il giornale del Diodati promuoveva, dalle sue colonne, l’impresa di ben più ampio respiro della ristampa a Lucca di quell’avventura culturale e politica destinata a modificare il quadro statico dell’ Ancien Règime, rappresentata dall Encyclopédie. Fra le sue pubblicazioni, da menzionare anche “La Biblioteca teatrale italiana” opera in 12 volumi nella quale inserì opere di Voltaire di Racine. 

Il  “Giornale Enciclopedico di Liegi” ci permette di ricordare anche l’introduzione di una legge per la quale questo piccolo stato può andare fiero: quella  della vaccinazione contro il vaiolo. Particolarmente curata, in questa pubblicazione che in buona parte veniva esportata negli altri stati italiani,  era la sezione “Medicina-chirurgia” con articoli chiari e ben individuabili, dove assumeva rilevanza il dibattito allora in corso sulla vaccinazione antivaiolosa, avversata da quelli che  ritenevano empie le inoculazioni. Durante i suoi 5 anni di vita, che sono un tempo non indifferente in un’epoca in cui la durata media di un periodico era piuttosto bassa, il  giornale si fece paladino dell’adozione della profilassi per debellare questa terribile malattia che durante il XVIII secolo, in Europa, avrebbe provocato la morte di circa 60 milioni di persone. Altre vicende portarono, poi, all’introduzione per legge  della prevenzione antivaiolosa, finalmente con materiale vaccino,  sotto il Principato di Elisa Baciocchi. Già nel 1804  il Governo della Repubblica democratica lucchese (non ancora principato) aveva creato un “Istituto per l’innesto del vajuolo vaccino”, affidandone la direzione al medico Giacomo Franceschi. L’anno successivo  lo Stato di Lucca, trasformato in Principato per Elisa, la sorella di Napoleone,  avrebbe emanato un decreto che rendeva obbligatoria tale vaccinazione, dando alla nostra città il prestigioso primato mondiale nell’obbligo per legge dell’adozione di questa profilassi.

Giornalismo a Lucca, il Giornale Enciclopedico di Liegi

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