#CULTURA

Festival “Little Lucy”-Premio Pia Pera, prossimi appuntamenti 11 e 12 luglio

Roberto Pizzi.

Sabato 11 luglio, a partire dalle ore 18 verranno presentati due libri: con la coordinazione  di Elisabetta Berti.Il primo volume di cui si parlerà si intitola: La luce del primo mattino, di Franco Faggiani (Roma, 1948). L’autore è scrittore, giornalista che vive a Milano, e che alterna la passione per la scrittura con quella per la montagna. Ha lavorato come reporter in diversi paesi e ha scritto manuali sportivi, guide, biografie e romanzi, dove dietro alla finzione spesso si celano storie vere. Dello scrittore, molto amato dal pubblico e dalla critica, si ricordano: La manutenzione dei sensi (2018), Il guardiano della collina dei ciliegi (2019) e L’inventario delle nuvole (2023), Basta un filo di vento (2024). I suoi libri sono stati tradotti in sette paesi.   L’inventaire des nuages, ha vinto, in Francia, il Grand Prix du Salon International du Livre de Montagne de Passy 2024.

Edito da “Fazi editore”, il libro narra la storia di una donna rimasta vedova con un figlio, costretta a ricostruire la sua vita reinventandosi un lavoro, sullo sfondo della Lunigiana, terra di tradizionali librai ambulanti (gli antichi “colportori”).

L’altro volume che verrà presentato è  Il tempo dei semplici (Einaudi), di Luigi Nacci. L’autore, nato nel 1978 a Trieste, è poeta e scrittore. È insegnante, giornalista, guida ambientale escursionistica e per “Ediciclo” dirige la collana “La biblioteca del viandante” nella quale è messa  al centro la sua ricerca di uomo e autore che intende  conciliare la sua parte sedentaria con quella nomade. Dopo alcuni volumi di versi, ha pubblicato in prosa Alzati e cammina (“Ediciclo”,2014), Viandanza (Laterza, 2016), Trieste selvatica (Laterza, 2019), Non mancherò la strada (Laterza, 2022) e I dieci passi dell’addio (Einaudi, 2024). Ha curato Spirito libero e sangue caldo, l’autobiografia di una donna rom (“Ediciclo”, 2021).

Il tempo dei semplici è un romanzo intimo e poetico ambientato in una Trieste operaia, lontana alle luci del Caffè San Marco, che forse riporta alla mente (con licenza letteraria di chi scrive queste note) le liriche “Trieste” e “Città vecchia” di Umberto Saba.

Per Sabato  11 e domenica 12 Luglio   il programma del festival contempla, ancora:        Il workshop (laboratorio, o  “officina creativa”)  gestito da Nadia Terranova (con prenotazione obbligatoria:  info@scuolalafenysa.it), dal titolo Scrittura e tarocchi. La curatrice dell’evento ha dedicato ai tarocchi la struttura di uno dei suoi romanzi, Trema la notte, che  per gli interessati verrà messo a disposizione  alle ore 17, con firma dell’autrice.

L’oggetto del seminario sono gli Arcani Maggiori che permettono – a chi riesce a leggere con un occhio invisibile – di decifrare molti misteri della vita.

Le carte dei Tarocchi, del resto, hanno ispirato vari scrittori: Margaret Atwood, letterata, fine poetessa, si serviva di tre carte per interpretare il senso all’esistenza. Italo Calvino pubblicherà nel 1969 il volume Tarocchi – Il mazzo visconteo di Bergamo e New York, poi  ripubblicata nel 1973 sotto il titolo: Il castello dei destini incrociati. Questo testo è accompagnato, quasi ad ogni pagina, da riproduzioni di carte dei tarocchi, in varie combinazioni, dalle quali lo scrittore fa scaturire diversi racconti. Aldo Mola, storico  della Massoneria, ricordava un dialogo avuto proprio con l’autore del “Barone rampante”, in un  convegno politico-economico dell’ottobre 1973, nel quale – scriveva – “Dai Tarocchi, passammo alla Massoneria, ai Riti, ai Simboli”… e Calvino sostò sulla cima del colle, volgendo lo sguardo all’intorno per gustare l’immensa pace di un paesaggio tormentato e umanizzato con secoli di fatica”.

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