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Trasparenza e innovazione per migliorare il mercato del lavoro, la ricetta di Brunetta e Tiraboschi

Trasparenza e innovazione per migliorare il mercato del lavoro è l’argomento dell’articolo di Renato Brunetta e Michele Tiraboschi sul Sole 24 Ore. L’obiettivo del Cnel, in stretta correlazione con i processi attuativi del d.lgs 96/2026 in materia di trasparenza e parità retributiva, è rendere la piattaforma dell’Archivio nazionale dei contratti un vero e proprio hub multifunzionale e interattivo, in grado di essere accessibile e di dare risposte puntuali e chiare alla platea degli oltre 17 milioni di lavoratori privati, rendendo sempre più accessibili e leggibili i contratti collettivi di lavoro semplicemente digitando il codice alfanumerico che, grazie alle disposizioni del decreto lavoro, entrerà a breve a pieno titolo nelle buste paga mensili. L’obiettivo è innescare un processo destinato a crescere nel tempo: mettere ogni lavoratore nelle condizioni di conoscere facilmente i propri diritti contrattuali, maturare una piena consapevolezza della loro centralità e promuovere un senso di responsabilità, individuale e collettiva, capace di rafforzare la contrattazione collettiva e il ruolo di chi, a partire dalle organizzazioni sindacali, ne è attore e interprete ogni giorno nei luoghi di lavoro.

Occorre accompagnare questo processo, grazie alla fondamentale collaborazione con le organizzazioni datoriali, con un’analoga attività di coinvolgimento e sensibilizzazione sul valore del lavoro e sulla giusta retribuzione lungo l’intera filiera produttiva, fino ad arrivare al consumatore finale. Per questo, all’indicazione del codice alfanumerico Cnel in ogni busta paga può – e dovrebbe – affiancarsi un Qr code esposto nei luoghi di produzione, distribuzione e vendita, capace di rendere immediatamente conoscibile il contratto collettivo applicato ai lavoratori. È un passo ulteriore verso una filiera pienamente trasparente, che dovrebbe progressivamente estendersi fino ai singoli prodotti e servizi. Perché ogni acquisto è anche una scelta di valore: dietro ogni bene e ogni servizio devono esserci lavoro regolare, diritti contrattuali pienamente riconosciuti e una giusta retribuzione, nel solco dell’articolo 36 della Costituzione.

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