#CENTROCAMPO #ULTIME NOTIZIE

Il sorpasso d’Argentina, Tonconogy spezza il mito di Vesco e si prende la Mille Miglia

Ariel Piccini Warschauer.

Il verdetto della pedana di Viale Venezia ha il sapore del cambio d’epoca, proprio lì dove il tempo, per cinque giorni all’anno, sembra fermarsi. La Mille Miglia 2026, l’edizione numero novantanove, parla argentino. Juan e Margarita Tonconogy hanno firmato un’impresa che alla vigilia sembrava ai limiti del possibile: interrompere il regno assoluto di Andrea Vesco e Fabio Salvinelli, i cannibali bresciani reduci da sei trionfi consecutivi.

Il timbro finale sul controllo orario di via Bormioli è stato poco più di una passerella per l’equipaggio sudamericano, che aveva già ipotecato il successo sul traguardo della quarta tappa a Rimini. Per Juan Tonconogy si tratta del quarto sigillo personale dopo i trionfi del 2013, 2016 e 2018, ottenuto quest’anno domando con precisione millimetrica i rulli di una splendida Alfa Romeo 6C 1750 GS Spider del 1931.

Dietro ai nuovi re della Freccia Rossa si è consumato il passaggio di consegne. Andrea Vesco e Fabio Salvinelli hanno lottato, ma si sono dovuti arrendere alla regolarità perfetta degli argentini, accontentandosi di un comunque straordinario secondo posto che non scalfisce il loro posto nella leggenda di questa corsa.

A completare un podio di altissimo valore storico e tecnico è stata la coppia formata da Mario e Lorenzo Turelli, terzi a bordo dell’auto-simbolo della tradizione motoristica bresciana: la leggendaria O.M. 665 S MM Superba del 1929, la vettura che vinse la primissima edizione del 1000 Miglia nel lontano 1927.

Il dominio di Vesco e Salvinelli (sei edizioni consecutive) rappresentava la striscia vincente più lunga della storia moderna della Freccia Rossa. Gli argentini Tonconogy tornano nell’albo d’oro a otto anni dall’ultima volta.

Iniziato martedì mattina, il viaggio si è concluso oggi, sabato 13 giugno, nel primo pomeriggio, sotto gli applausi di una follaoceanica che ha assiepato le transenne della pedana di Viale Venezia. La 1000 Miglia si conferma così non solo una competizione di regolarità per auto storiche, ma un vero e proprio rito collettivo capace di unire borghi, città e passioni lungo tutta la penisola.

Ma per Brescia i motori si spengono solo a metà. Archiviate le premiazioni ufficiali, la festa si sposta nel cuore del centro storico.

Il sipario cala così sulla novantanovesima edizione. Da domani, inevitabilmente, lo sguardo di appassionati e scuderie volerà già a quel 2027 che segnerà il centenario della corsa. E c’è da giurare che i bresciani staranno già preparando la rivincita.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti