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Generali, Mediobanca e dintorni

Innocenzo Cipolletta su InPiù riflette su Assicurazioni Generali. Nel risiko bancario che sta appassionando l’Italia c’è un grosso elefante nella stanza: Assicurazioni Generali. Che fine faranno? Da anni il destino di Assicurazioni Generali è stato condizionato dal suo azionariato. Prima Mediobanca con il patto di sindacato dell’era Cuccia che assicurava un controllo stabile su Generali e sulle sue politiche, dato che tutti gli altri pretendenti erano di fatto vincolati dal patto (e dall’ascendente di Cuccia che nessuno osava contrastare). Poi, con la scomparsa di Cuccia e il progressivo erodersi del patto di sindacato, la presa su Generali da parte di Mediobanca è stata condizionata dal timore di perderne il controllo, ciò che ne ha limitato la crescita e le eventuali acquisizioni.
È così che l’attenzione si è spostata da Generali a Mediobanca, ma sempre con il sottinteso di controllare Generali.
 
Prima due imprenditori privati, poi MPS, quindi BPM e a ruota Banca Intesa. Tutti a contendersi Mediobanca e il suo 13% di Generali. Sarebbe ora di liberare Generali dall’assillo del controllo, lasciarla libera di effettuare un sostanziale aumento di capitale per andare sul mercato ad assumere una dimensione idonea a corrispondere alle legittime ambizioni di essere un’assicurazione di dimensione internazionale, ciò che farebbe bene anche al nostro Paese.

Generali, Mediobanca e dintorni

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