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“Noi siamo Firenze: radici e prospettive”, come tutelare botteghe e negozi storici

Firenze si è interrogata sul futuro dei suoi esercizi storici. Si è svolto nella sede di Confcommercio Firenze-Arezzo in largo Annigoni 9/D, l’incontro dedicato al ruolo delle attività storiche e tradizionali nella vita economica, sociale e culturale della città.

L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di raccogliere riflessioni, esperienze e proposte da portare al convegno “Noi siamo Firenze: radici e prospettive”, in programma il 15 giugno per iniziativa della Camera di Commercio di Firenze, PromoFirenze, Comune di Firenze e Associazione Esercizi Storici Fiorentini.

L’incontro promosso da Confcommercio ha rappresentato un momento preparatorio al convegno, e ha offerto l’occasione per approfondire il tema della tutela del commercio storico in una fase di profonde trasformazioni urbane, affrontando questioni centrali come la sostenibilità economica delle imprese, il rischio di omologazione commerciale e il valore degli esercizi storici come patrimonio identitario della città.

Ad aprire i lavori è stato il direttore generale di Confcommercio Toscana Franco Marinoni (nella foto), che ha moderato l’intero dibattito. In apertura è intervenuto anche il presidente di Confcommercio Toscana Aldo Cursano che nei giorni scorsi si è incontrato con il senatore Centinaio, primo firmatario di una proposta di legge per la tutela dei negozi storici.

È seguito l’intervento di Paolo Testa, responsabile Urbanistica e Rigenerazione Urbana di Confcommercio nazionale, che ha analizzato il rapporto tra commercio, qualità urbana e strumenti di tutela adottati dalle città. Ampio spazio è stato dedicato anche alla ricerca scientifica con il professore Stefano Bertocci e il dottor Federico Cioli, assegnista di ricerca del Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, protagonisti di un importante lavoro di censimento e documentazione delle attività storiche fiorentine confluito nell’Atlante del commercio storico e tradizionale di Firenze. A portare la voce delle imprese è stato infine Leonardo Tulini, vicepresidente dell’Associazione Esercizi Storici Fiorentini.

Dal confronto tra relatori e operatori presenti, è emersa con forza la necessità di continuare a tutelare e valorizzare il patrimonio rappresentato dalle attività storiche cittadine, considerate non solo un presidio economico, ma anche un elemento distintivo della cultura e dell’identità fiorentina.

Spunti, proposte ed esperienze condivisi nel corso dell’incontro andranno ad arricchire la riflessione più ampia prevista nell’appuntamento del 15 giugno.

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