Giorgia Meloni ha disertato due incontri internazionali anche per non indispettire la Lega
Riccardo Illy su InPiù dà una spiegazione al perché nei giorni passati Giorgia Meloni ha disertato due incontri internazionali europei. Il vertice UE-Balcani di Tivat (Montenegro) promosso dal Consiglio europeo e l’incontro del gruppo di “volenterosi” E3 (Francia, Germania e Gran Bretagna) con Zelensky a Londra. La spiegazione del secondo “caso” è forse la più semplice; alla prima riunione degli E3, nel 2023, l’Italia non fu invitata e la Presidente Meloni se ne risentì. Tant’è che nelle successive riunioni, pur invitata, la Premier non ha partecipato; partecipando invece a quelle estese a un maggior numero di paesi. Oltre ai motivi diplomatici, vi è anche un motivo politico per non partecipare alle riunioni di un gruppo che sostiene l’opportunità di inviare, a valle di una (ancora improbabile) tregua con la Russia, propri soldati in Ucraina per garantire il rispetto degli accordi raggiunti. La Lega si è sempre dichiarata fermamente contraria a questa ipotesi, che Meloni non potrebbe sostenere. Per l’assenza al summit in Montenegro, il cui obiettivo era promuovere l’accelerazione dell’integrazione dei paesi balcanici nella UE, la Premier è stata fermamente attaccata dai rappresentanti delle opposizioni; di tali critiche hanno dato ampio resoconto i mezzi di informazione italiani. Che invece, del pari dei colleghi degli altri paesi europei con l’eccezione dell’inglese The Guardian e alcuni altri minori, non hanno dato alcun risalto ai contenuti del summit. Della sua assenza la Presidente Meloni, in un’intervista sul Corriere della Sera, ha dato una motivazione pratica, legata al protrarsi imprevisto di un precedente impegno. Ribadendo al contempo il sostegno all’adesione alla UE dei paesi balcanici fra i quali spicca in pole position proprio il Montenegro (per il quale l’adesione è prevista nel 2028), seguito a ruota dall’Albania.
Nel corso del summit, peraltro, non era prevista alcuna votazione o presa di decisione. Anche in questo caso esistevano probabilmente delle ragioni politiche a suggerire l’assenza della Premier. Anzitutto che oltre a parlare di Balcani, a Tivat si sarebbe (e si è) parlato di Ucraina e in particolare della sua adesione alla UE. Che vede nuovamente nettamente contraria la Lega, mentre FdI e FI sono favorevoli a un approccio progressivo come quello suggerito da Mertz. Inoltre in quel contesto sarebbe emersa la divergenza con gli E3 sulla nomina, in stallo, dell’Alto rappresentante internazionale incaricato di vigilare sull’ attuazione degli accordi di pace di Dayton. USA e Italia sostengono l’Ambasciatore italiano Antonio Zanardi Landi mentre gli E3 sostengono René Toccaz, proposto dalla Francia. Va osservato che la posizione di Trump sulle questioni europee, in particolare l’invasione russa dell’Ucraina, risulta di sempre maggior distacco. Recentemente, occupato dalla guerra in Iran e dalla questione cubana, ha dichiarato pilatescamente che il negoziato Russia-Ucraina non è un problema suo, scaricandone la responsabilità sui paesi europei. Giorgia Meloni sta ancora cercando di sfruttare il suo rapporto (inizialmente?) privilegiato con il Presidente americano per recuperarne l’impegno sulle cause europee, ma sarà molto difficile che ci riesca. È quindi auspicabile che gli europei trovino la forza e la coesione per prendere le decisioni, anche di tipo istituzionale, che l’autonoma gestione dei rapporti con la Russia richiedono.





