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Ad Arezzo si fanno i conti dei consiglieri comunali e si registra qualche stranezza

Luigi Alberti.

Ad Arezzo dopo  il primo confronto faccia a faccia alla Borsa Merci, inizia l’ultima settimana di attesa in vista del ballottaggio in programma domenica 7 e lunedì 8 giugno. Dopo la decisione di Marco Donati (nella foto) che ha svincolato i suoi elettori dando loro la libertà di scelta, è opportuno rifare i conti. Se vince Ceccarelli il centro sinistra tornerà dopo 11 anni nello scranno più alto di Palazzo Cavallo. Il Pd farebbe incetta di consiglieri. Il resto se lo divideranno Avs, Arezzo Partecipa, Casa Riformista e pentastellati. Curioso il caso della lista di Area Renziana dove ancora una volta il mattatore è stato Giovanni Grasso. Una lista fatta a misura di candidato visti i riscontri delle preferenze. Ma Grasso se aspira a diventare consigliere comunale dovrà sperare nella vittoria di Ceccarelli. Nel centro destra c’è un ragionevole ottimismo. Comanducci ha undici punti di vantaggio e non teme gli appelli che in queste ora stanno partendo da più fronti a favore del suo competitor. In caso di vittoria Fdi e la lista Fare conquisterebbero otto e 7 seggi. Il resto a Forza Italia che registrerà l’inedito di un candidato bengalese eletto mentre la Lega porterà due rappresentanti e uno di questi è un riconosciuto esponente di Casa Pound che ad Arezzo ha sempre appoggiato i seguaci di Salvini. Fuori dai giochi i vannacciani che nel segreto delle urne hanno supportato la corsa dell’ex comandante della Municipale Poponcini che però si era candidato in una delle liste di Donati. Ad Arezzo la politica non manca di presentare delle stranezze originali…

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