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Siena, la prima intervista del neo segretario provinciale del Pd Nico Bartalini

Stefano Bisi.

Nico Bartalini, quali saranno le prime mosse da segretario del Pd della provincia di Siena?
Consegneremo al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, le proposte emerse durante questo percorso. Infrastrutture, tutela dei servizi sanitari, sostegno all’economia e diritto allo studio sono le priorità che abbiamo raccolto nei territori. Saremo presenti nelle Feste de l’Unità della provincia con segreterie itineranti, per mantenere un rapporto diretto con le comunità locali. Avvieremo inoltre un confronto con le forze politiche progressiste e riformiste per costruire un terreno comune di lavoro e chiederemo un incontro alle organizzazioni sindacali per affrontare insieme le crisi occupazionali e le trasformazioni del lavoro che interessano la provincia di Siena.

Alla minoranza interna che cosa dice?
Il congresso è finito. Adesso abbiamo bisogno del contributo di tutte le energie e le intelligenze che questo partito può mettere in campo. Le diverse piattaforme congressuali dimostrano che esiste uno spazio importante di lavoro comune. Non crediamo in un partito monolitico e pensiamo che l’unità non coincida con l’unanimità. È una distinzione fondamentale. La personalizzazione della politica ci ha spesso portato a leggere il confronto come una divisione, mentre la storia del Partito Democratico dimostra il contrario. La stessa Elly Schlein è stata eletta con un congresso molto acceso e oggi sta dimostrando che l’unità si costruisce attorno ai temi, alle proposte e al lavoro quotidiano.

Siena spera nel raddoppio della ferrovia Siena-Poggibonsi al tempo dell’Alta Velocità. Siamo fuori dal tempo?
Siamo fuori dal tempo per le scelte del Governo Meloni. A un anno dalla fine della legislatura non ci sono progetti né risorse programmate per l’ammodernamento delle infrastrutture della provincia di Siena. Si trovano più di trenta milioni per l’aeroporto di Ampugnano mentre le persone continuano a fare i conti con ritardi ferroviari e strade congestionate. Dobbiamo riportare il dibattito sulle opere realmente utili per la vita delle persone e delle imprese. Mentre il Governo continua a concentrare l’attenzione su grandi opere come il Ponte sullo Stretto, territori come il nostro attendono ancora investimenti fondamentali per il trasporto ferroviario e la mobilità quotidiana.

La cultura come motore di sviluppo. I Bronzi di San Casciano girano per l’Europa ma non a Siena. Che ne pensa?
A Siena il problema è più ampio. Le politiche culturali del Comune mancano di una visione strategica e finiscono spesso per essere subordinate al turismo. Cultura e turismo devono dialogare, ma non possono essere la stessa cosa. Rispetto ai Bronzi, il comune di San Casciano dei Bagni sta facendo un grande lavoro e ci sono tutte le condizioni per valorizzarli al meglio. Parliamo di una scoperta di rilievo internazionale, la cui valorizzazione passa da scelte che fa il Ministero della cultura con i propri tecnici e gli archeologi. Il comune di San Casciano, che dall’inizio ha seguito questa vicenda, sa bene come tutelare un patrimonio che appartiene prima di tutto alla collettività e alla comunità di San Casciano.

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