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Bartalini eletto segretario del Pd e Bassi si aspetta l’unità ma non a parole

Stefano Bisi.

Si sono concluse le assemblee congressuali del Pd della provincia di Siena e, come da previsioni, Nico Bartalini, consigliere comunale di Torrita è il nuovo segretario. Ha ottenuto 1606 voti (81,8%) mentre Giacomo Bassi 356 (18,1%). La partecipazione è stata del 53,3%. Con l’ex sindaco di San Gimignano Bassi facciamo una valutazione sull’andamento del congresso e sul risultato.

Noi della mozione “Radici per il futuro” siamo molto soddisfatti del nostro risultato che si attesta al 18%. Se penso che un mese fa non eravamo sicuri nemmeno di poter raccogliere le firme necessarie per depositare la candidatura, non possiamo che essere molto contenti dell’attenzione e del consenso ricevuto. La “macchina del consenso” allestita sul territorio a sostegno del candidato Bartalini, e che ha coinvolti pressoché tutti i segretari di circolo, delle unioni comunali e la quasi totalità degli eletti, è stata così ampia che nemmeno un leader nazionale sarebbe stato in grado di vincere.

Che congresso è stato? Il dibattito cosa ha prodotto nel merito dei contenuti proposti?

Anche questa volta, quello che si chiama “congresso”, si è risolto in un votificio e le critiche già emerse in passato al modello congressuale previsto dallo statuto del Pd, si sono rivelate più che fondate. Con l’aggravante che la partecipazione è ulteriormente calata, attestandosi intorno al 50 % degli iscritti, e che la discussione nelle assemblee è risultata veramente asfittica, con pochissimi interventi e con la sensazione che nessuno avesse letto e meditato le due mozioni in campo. E’ una modalità, a detta di molti, molto avvilente. Credo che si debba cambiare radicalmente modello di effettuazione dei congressi, molto spinti sul personalismo e poco funzionali alla partecipazione. 

Ad un certo punto sembrava vicino un accordo per un congresso unitario ?

Com’è noto noi avevamo proposto l’effettuazione di un accordo unitario, che avrebbe reso il partito più forte e coeso e quindi capace di affrontare le enormi sfide che ci stanno di fronte: visto che i documenti programmatici erano molto simili, avevamo anche messo a disposizione della prospettiva unitaria, prima la non presentazione di una candidatura e dopo il ritiro della candidatura presentata. Abbiamo ricevuto da Bartalini, e dai suoi sostenitori più vicini, la porta in faccia per due volte con un atteggiamento di supponenza vicino all’arroganza, proprio mentre stavano, in maniera riservata o se vogliamo “nell’ombra”, trattando con gruppi e gruppetti. E così abbiamo fatto la nostra “buona battaglia” di fronte agli iscritti, con la libertà e la passione di chi non ha niente da difendere e niente da chiedere, ma ha solo voglia di impegnarsi per ridare forza e dignità al Pd, che è la nostra casa comune e per la quale da venti anni tutti ci siamo spesi.

Che minoranza sarete all’interno del Pd senese?

Con la quarantina di membri dell’Assemblea Provinciale eletti nelle liste della nostra mozione, valuteremo con spirito costruttivo, come si muoverà la segreteria Bartalini, che tipo di organizzazione vorrà dare al Partito con quell’urgenza che riteniamo necessaria, e soprattutto con quale atteggiamento si porrà nei nostri confronti: a parole Bartalini parla di inclusione, di unitarietà, di condivisione, ma vista l’esperienza fatta e l’atteggiamento divisivo avuto finora, credo che sia lecito dubitare che a tali parole seguano poi fatti concreti. Sicuramente noi staremo sui temi ogni giorno e solleciteremo il Partito a ritrovare un protagonismo nella società senese, che vive una situazione di degrado economico e sociale non da poco. I personalismi, la caccia e la difesa delle poltrone, le alchimie per soddisfare le brame di questo o quello, tutti fattori che hanno allontanato molti dalla politica, le lasciamo volentieri al Bartalini.

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