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Riforma elettorale? I rischi di incostituzionalità e le possibili modifiche

Il costituzionalista Stefano Ceccanti commenta sul Quotidiano Nazionale la proposta di riforma elettorale. Il testo concreto ora reso noto è convincente? Ci sono rischi di incostituzionalità e scelte discutibili? Quanto ai primi i problemi veri sono tre, niente affatto irrilevanti. Il primo è il nodo della scelta dei rappresentanti. Avendo eliminato i collegi uninominali maggioritari si prevede sia una lista bloccata di partito sia una seconda di coalizione per il premio. Siamo oltre un uso moderato di liste bloccate consentito dalla Corte. C’è ancora tempo per inserire i collegi uninominali proporzionali di partito della vecchia legge provinciale. Il secondo è l’esclusione degli elettori di Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige dal computo per stabilire il premio di maggioranza: il loro voto non sarebbe quindi uguale a quello del resto degli italiani. Vanno reinseriti. In connessione con questa scelta il tetto del premio del 55 per cento, che ha avuto l’avallo della Corte, rischierebbe di essere superato, avvicinandosi ai quorum di garanzia perché i seggi di Valle d’Aosta e Trentino non sono ricompresi nei 220 deputati e 113 senatori a cui si arriva col premio.

Sconsiglierei di trovare motivi aggiuntivi di incostituzionalità di assai debole consistenza, come la critica all’indicazione del candidato Premier. Invece che lamentarsene l’opposizione farebbe meglio a programmare sin da subito primarie aperte per l’autunno, unico metodo per arrivare a una soluzione condivisa nel centrosinistra.

Quanto alle scelte inopportune vi è senz’altro l’eliminazione del ballottaggio che potrebbe portare in futuro a elezioni non decisive se varie forze si presentassero fuori dai poli non facendo raggiungere nell’unico turno la soglia del 42 per cento. Elezioni non decisive, stante il nostro sistema dei partiti, ci porterebbero di nuovo a elezioni ripetute, non a coalizioni post-elettorali.

Capisco che a bicameralismo invariato l’organizzazione del ballottaggio sia complicata e forse questa è la ragione odierna dell’accantonamento di questo strumento prezioso. Una ragione in più nella prossima legislatura per superarlo con una revisione costituzionale condivisa visto che nella realtà esso ormai è stato superato dal monocameralismo di fatto e che crea solo problemi senza nessun vantaggio.

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