La minaccia di Medvedev: “I cittadini dell’Unione Europea non dovrebbero andare a dormire tranquilli”
Su Repubblica.it si legge che il 29 maggio si è consumata una giornata segnata da una escalation sempre più preoccupante tra Nato e Ue da un lato e Russia dall’altro. Sullo sfondo del conflitto ucraino ben lungi dal trovare uno sbocco pacifico. E l’accelerazione di Bruxelles per l’inevitabile adesione di Kiev all’Unione (si discute sui tempi, non sull’ingresso) polarizza ulteriormente le posizioni. Con il Cremlino che non diminuisce, anzi intensifica, l’ondata dei suoi attacchi in territorio ucraino, passando peraltro a minacce ancora più esplicite nei confronti dell’Ue. Tanto che non è facile derubricare tra le smargiassate russe il post social di Dmitri Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza: “Le nazioni europee partecipano direttamente alla guerra contro la Russia e nessuno finge più nemmeno il contrario”, ha sottolineato. “C’è sangue sulle mani di feccia come Ursula, Merz, Macron, Starmer e tutti gli altri ripugnanti parassiti. Quindi farebbero meglio ad abituarsi. Questa non sarà l’ultima volta. C’è una guerra in corso. E i cittadini dei paesi dell’Ue, in quanto popolazione di una nazione in guerra, non dovrebbero andare a dormire aspettandosi notti tranquille”.
Spacconate di facciata? Sono in molti a pensarlo, ma certamente la tensione anche oggi è salita ulteriormente dopo il raid in territorio rumeno (che lo stesso Putin peraltro commenta in maniera elusiva e provocatoria, chiedendo la restituzione dei resti del velivolo militare per una “indagine obiettiva”), la definizione di “persona non grata” del console russo, il Cremlino che comunica “una risposta a tono”, la Nato che conferma la capillare difesa dei territori dell’Alleanza e soprattutto annuncia il trasferimento di parte delle sue attrezzature di difesa aerea in Romania. Categorico il segretario generale Rutte, che ha sentito il premier di Bucarest, Dan: “Ci difenderemo da qualsiasi minaccia, inclusi i droni. Il comportamento sconsiderato della Russia è un pericolo per tutti noi”. Lo stesso presidente del comitato militare della Nato, il generale Cavo Dragone, ha definito l’incursione in Romania un gesto “sconsiderato e inaccettabile”.





