Travaglio strapazza la sinistra italiana e quella internazionale che soffre di una presunta superiorità morale
Il direttore Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano accusa la sinistra di soffrire di una sorta di superiorità morale che la porterebbe a considerarsi automaticamente dalla parte del Bene e quindi immune da critiche. Secondo Travaglio, questa impostazione emerge anche nelle recenti elezioni amministrative di Venezia: la sconfitta del centrosinistra viene attribuita agli elettori del Movimento 5 Stelle che si sono astenuti o hanno votato il centrodestra, invece che a chi avrebbe imposto una candidatura percepita come debole e poco rinnovatrice. Il giornalista allarga poi il ragionamento alla sinistra europea e internazionale. Cita il caso del leader socialista spagnolo Pedro Sánchez e dell’ex premier José Luis Rodríguez Zapatero, sostenendo che scandali e inchieste che coinvolgono ambienti del Psoe vengano minimizzati perché considerati arginati dalla contrapposizione alla destra di Vox. Pur riconoscendo a Sánchez posizioni coraggiose su Gaza e sul riarmo, critica quello che definisce un sistema di potere politico e familiare. Travaglio estende le sue critiche anche al Partito Democratico italiano, accusato di continuare a considerare modelli figure come Bill Clinton, Barack Obama e Joe Biden, nonostante le guerre sostenute dalle loro amministrazioni. Allo stesso modo contesta il silenzio della sinistra su vicende che riguardano figure italiane come Nichi Vendola e Matteo Renzi, sostenendo che comportamenti analoghi, se compiuti dalla destra, provocherebbero reazioni molto più dure. Questa doppia morale rischia di allontanare proprio quell’elettorato che chiede coerenza e uguaglianza davanti alla legge, compresi molti cittadini tornati a votare al referendum sulla giustizia.





