#ECONOMIA #TOSCANA

Le industrie tessili lucchesi alla fine dell’800

Roberto Pizzi.

Lo stadio essenziale dell’accumulazione primitiva per l’economia italiana è indicato, dalle statistiche, nel periodo 1861-87 e ad esso seguì, nel primo Novecento, una rapida industrializzazione del Nord.  Le condizioni indispensabili per la redditività degli investimenti delle prime industrie erano quelle di poter disporre di tre fattori imprescindibili: la disponibilità di forza motrice, maestranze sicure e affidabili,  vicinanza alle vie di comunicazione tramite le quali immettere le merci sui mercati.  Tutte condizioni presenti nella pianura lucchese, la quale poteva fornire agli investitori (nel caso specifico, per lo più forestieri) l’acqua del fiume Serchio che offriva un’adeguata potenza; la storica laboriosità degli operai; una sufficiente rete ferroviaria, alla quale si affiancava una rete tramviaria, che sarebbe stata ulteriormente potenziata dai diretti interessati, che collegava con la stazione di Lucca.

Nell’ultimo ventennio del secolo nacquero,  così, quelli stabilimenti che avrebbero lanciato il decollo dell’industria lucchese. Fra questi, si ricordano, nel settore tessile,  lo Jutificio di Ponte a Moriano, nato nel 1880 ad opera dell’industriale genovese Emanuele Balestreri (il quale aveva appreso in Scozia le tecniche della lavorazione di questa fibra tessile naturale), che avrebbe raggiunto punte occupazionali rilevanti. Cinque anni dopo era la volta del cotonificio Sciaccaluga, al Piaggione; sempre in  quegli anni nasceva la fabbrica di filati Landi e Giambastiani;  nel 1887 sorgeva la società Davini, al Ponte Rosso, produttrice di rocchetti per i filati. 

​Ma la fabbrica che sarebbe stata la pietra miliare della industrializzazione lucchese, segnando per molti anni il panorama economico e industriale dei filati, fu la Cantoni Cucirini Coats, fondata nel 1890, la cui storia si collega inizialmente all’uomo d’affari tedesco Carlo Niemack e quindi allo scozzese James Henderson. 

Le origini dell’azienda risalgono all’epoca della manifattura di cotone per cucito fondata, appunto,  da Carlo Niemack: nata nelle strette viuzze dell’antico borgo medievale di Lucca e trasferita ben presto nel più vasto stabilimento dell’ Acquacalda, a meno di due chilometri dalla città. Nel 1890 la piccola azienda di Niemack si trasforma in FIFC, Fabbriche Italiane Filati Cucirini, con sede a Milano in Via Brera. Nel 1826 i fratelli James e Peter Coats avevano fondato a Paisley, in Scozia, le fabbriche destinate a diventare leaders mondiali nel settore cucirini. Da anni principale fornitore di cotone del mercato italiano, la J. & P. Coats Ltd si interessa subito alle proposte della FIFC, che nel 1904 cambia nome in Cucirini Cantoni Coats: il capitale aumenta e si riorganizza la rete di vendita. 

All’inizio del nuovo secolo il mercato dei filati per cucire evidenzia una situazione destinata a trasformare e a modificare abitudini di acquisto più che decennali: nascono le spagnolette, tubetti di cartone intorno alle quali viene avvolto il filo. Anche la CCC inizia la nuova produzione e, con una sensibilità ai problemi di comunicazione e d’immagine insolita per l’epoca, stampa sopra ogni spagnoletta il nome della Società e della marca. La produzione aumenta, i costi diminuiscono e, nel 1915, allo scoppio della Prima Guerra mondiale,  l’azienda conterà 1000 dipendenti (nel futuro arriverà ad averne più di 4500).  Nel 1931 acquista le Industrie Sete Cucirine e il marchio “Tre Cerchi”, diventando leader sul mercato delle spagnolette, con una vasta gamma di filati mercerizzati. Negli anni che precedono la Seconda Guerra mondiale la CCC si muove con successo sul mercato, acquisisce nuovi stabilimenti, potenzia la rete commerciale, introduce migliorie e innovazioni. Lo sviluppo di questa  Società venne gestito proprio dal  giovane Henderson,  che la dirigerà per 45 anni, fino al 1945.

James Henderson  fu anche fra i promotori della nascita del primo Rotary Club in Italia (tra i primi in Europa),  quello di Milano, avvenuta il 20 dicembre 1923.

Il 25 gennaio 1950 il Consiglio Comunale di Lucca approvava la proposta di conferimento della Cittadinanza onoraria a Henderson. Fra i meriti che gli venivano ascritti, quello di avere realizzato  

uno stabilimento  modernissimo, giudicato come l’ultima espressione della tecnica del trattamento del cotone ai fini della produzione di articoli per cucire. Sotto la sua direzione l’azienda prosperò al punto da conquistare molti mercati nei vari continenti.

E fra i meriti che il Consiglio Comunale riconobbe a Henderson anche quelli di aver fissato unminimo-paga per le giovani operaie della nostra zona, di avere creato il refettorio e il dormitorio per le maestranze, colonie marine per i figli dei dipendenti e più tardi di aver creato l’organismo sportivo-culturale-ricreativo che va sotto il nome di Sporting Club Cucirini Cantoni Coats,  organizzatore di gare,  escursioni ed altre manifestazioni.

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