Cerno schiaffeggia il centrosinistra e mette in guardia Meloni perché le elezioni politiche sono lontane
Il direttore Tommaso Cerno scrive sul Giornale che il risultato delle elezioni amministrative dovrebbe spingere la sinistra a prendere atto di due elementi politici fondamentali. Il primo è che gli elettori rispondono alla domanda concreta che viene posta loro, in questo caso la scelta del sindaco, e non trasformano automaticamente il voto locale in un giudizio nazionale contro il governo. L’autore cita il caso di Venezia, dove il candidato del centrodestra, dopo undici anni da assessore nella giunta di Luigi Brugnaro, ha vinto contro i pronostici, dimostrando secondo Cerno che il centrodestra resta competitivo quando presenta candidature considerate preparate e proposte chiare. La vittoria viene interpretata anche come una conferma del lavoro svolto da Brugnaro, che avrebbe rotto equilibri storici consolidati della città. Cerno osserva inoltre che non sarebbe bastato neppure il sostegno dell’elettorato islamico per consentire alla sinistra di trasformare il voto veneziano in una prova generale delle prossime politiche. L’autore descrive infatti il centrosinistra come una forza ormai radicalizzata, dominata dal politicamente corretto e incapace di riconoscere il rischio dell’estremismo islamista in Italia, nonostante i continui arresti legati al terrorismo. La seconda lezione, secondo Cerno, riguarda invece Giorgia Meloni, definita “Serenissima” riprendendo ironicamente una formula di Matteo Renzi. La premier, sostiene l’autore, governerebbe con maggiore tranquillità proprio perché arrivata al potere attraverso una vittoria elettorale chiara e consapevole del fatto che le prossime elezioni politiche sono ancora lontane. Per Cerno, tutto ciò che accade nel frattempo appartiene soprattutto al “politichese”, mentre saranno gli elettori a decidere davvero solo al momento del voto nazionale.





