Il voto amministrativo raffredda la voglia di elezioni anticipate di centrodestra e centrosinistra
Francesco Verderami sul Corriere della Sera scrive che elezioni amministrative hanno ridimensionato l’idea che la sconfitta referendaria della riforma della giustizia voluta dal centrodestra avesse già aperto la strada al ritorno del centrosinistra al governo. L’autore osserva che i referendum raramente anticipano gli equilibri delle elezioni politiche o locali, dove contano soprattutto candidati, coalizioni e programmi. Per questo, sostiene, l’opposizione avrebbe commesso un errore politico e mediatico nel presentare il voto del 23 marzo come il segnale di un cambio di vento ormai irreversibile. Al contrario, il risultato delle amministrative avrebbe finito per rafforzare il centrodestra, che da Venezia a Reggio Calabria ha mostrato una capacità competitiva inattesa in un terreno tradizionalmente favorevole al centrosinistra. Secondo Verderami, il voto conferma piuttosto un equilibrio tra i due schieramenti e contribuisce a raffreddare le spinte verso elezioni anticipate. Restano però aperti i problemi del governo Giorgia Meloni, chiamato a definire l’agenda dell’ultima parte della legislatura in una fase internazionale difficile, segnata da stagnazione economica, tensioni europee e dossier legati alla sicurezza e alla difesa. La premier dovrà inoltre gestire i rapporti con alleati come Lega e Forza Italia, divisi al loro interno e in competizione reciproca, mentre sullo sfondo cresce la “variabile Vannacci”, con Futuro Nazionale che a Vigevano ha superato il 10%, davanti alla Lega. Sul fronte opposto, il centrosinistra viene descritto come incapace di valorizzare condizioni favorevoli, soprattutto a Venezia, dove il centrodestra arrivava indebolito dalle inchieste su Luigi Brugnaro e dalle polemiche sulla Biennale e sulla Fenice. Secondo l’autore, il Campo largo avrebbe però sottovalutato temi percepiti come prioritari dagli elettori, in particolare sicurezza, immigrazione ed espansione delle comunità islamiche, fino a farsi sostenere da una lista che chiedeva voti “in nome di Allah”. Per Verderami proprio questi temi rischiano di diventare centrali anche nelle prossime elezioni politiche, mentre il centrosinistra continua ad apparire unito soprattutto dall’obiettivo di battere Meloni più che da una proposta comune di governo.





