La stabilità politica non è sempre sinonimo di efficacia di governo
Paolo Gentiloni su La Repubblica, scrive che la stabilità politica — spesso evocata attraverso riforme istituzionali e leggi elettorali — non coincide automaticamente con l’efficacia dell’azione di governo: la longevità dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni non ha prodotto risultati economici significativi e il Paese resta fermo. Il tempo che resta della legislatura dovrebbe quindi essere utilizzato per affrontare alcuni nodi strutturali, in un contesto internazionale reso instabile da conflitti e tensioni: il Medio Oriente sospeso tra guerra e pace con lo stretto di Hormuz bloccato, la guerra in Ucraina, le tensioni commerciali globali che neppure il vertice tra Donald Trump e Xi Jinping ha chiarito. In questo scenario, l’Italia appare particolarmente esposta, con rischi di stagflazione: crescita prevista allo 0,5% e inflazione in aumento fino a oltre il 4%, dopo una fase di ripresa post-Covid. A pesare sono le difficoltà della manifattura, il peggioramento dei rapporti commerciali con la Cina e la dipendenza energetica. Il governo ha puntato soprattutto sulla prudenza nei conti pubblici, scelta condivisibile ma insufficiente a fermare la crescita del debito. Gentiloni critica inoltre l’idea di ricorrere allo scostamento di bilancio e le posizioni antieuropee che attribuiscono al Patto di stabilità la responsabilità delle difficoltà italiane, ricordando come negli ultimi anni, grazie al Next Generation EU, il Paese abbia beneficiato di risorse straordinarie. Piuttosto che chiedere deroghe, l’Italia dovrebbe costruire alleanze europee per finanziare beni comuni come difesa e innovazione. Nel tempo ancora disponibile, sarebbe necessario concentrare le risorse su alcune priorità: sostenere l’innovazione e l’introduzione dell’intelligenza artificiale nella manifattura, da cui dipendono produttività e salari, e affrontare l’emigrazione crescente dei giovani qualificati, testimoniata anche dall’alto numero di candidature italiane alle istituzioni europee. Meglio, conclude Gentiloni, interventi anche parziali su questi fronti che un anno di immobilismo segnato da polemiche e attese elettorali.





