Vertenza Liberty Magona, l’accordo di massima al Mimit è un passo avanti per il lavoro
Pablo Cinci.*
L’associazione Appello per il Lavoro accoglie con favore le notizie provenienti dal tavolo
ministeriale di Roma, che registrano il raggiungimento di un accordo di massima tra il gruppo Trasteel e la
curatela fallimentare di Greensill per il passaggio di mano dello stabilimento Liberty Magona.
Si tratta di uno snodo di fondamentale importanza. Parliamo dell’azienda industriale più antica del nostro
territorio, un vero e proprio simbolo di quella cultura del lavoro industriale che ha contraddistinto e plasmato
la nostra comunità nel corso dei decenni. Questo sblocco rappresenta un tassello cruciale per avviare una
ripartenza non solo economica, ma anche sociale, indispensabile affinché l’intero comprensorio possa
ritrovare fiducia nel proprio futuro produttivo.
“Vogliamo esprimere un sincero ringraziamento a tutte le parti coinvolte” – dichiara il Presidente di Appello
per il Lavoro. “Alle istituzioni, a partire dal MIMIT e dalle amministrazioni locali, che hanno mantenuto aperto
il confronto; alle organizzazioni sindacali e, soprattutto, ai lavoratori che hanno affrontato questa lunghissima
fase di incertezza con dignità e senso di appartenenza, nonostante il peso dei continui ritardi e il ricorso
massiccio alla Cassa Integrazione.”
L’appello alla prudenza e alla concretezza
Tuttavia, pur riconoscendo il valore del risultato politico raggiunto, l’associazione invita a mantenere i piedi
ben piantati a terra, allineandosi alle preoccupazioni espresse dalle sigle dei lavoratori. Come emerso dalle
cronache, manca ancora il passaggio formale e vincolante della ratifica da parte del Comitato dei Creditori in
Germania, atteso nelle prossime settimane, e la successiva formalizzazione dell’affitto e della
ricapitalizzazione.
“L’intesa è un ottimo presupposto, ma per esperienza sappiamo che le parole non bastano fino a quando non
si traducono in atti definitivi” – conclude il Presidente. “Prendendo in prestito una celebre massima del mondo
dello sport, potremmo dire che ‘partita finisce quando arbitro fischia’. Fino a quando l’accordo non sarà
ratificato, il passaggio di proprietà non sarà effettivo e non ci saranno garanzie scritte sulla piena ripresa
dell’attività lavorativa e sul pagamento dei livelli salariali e la tutela delle imprese coinvolte, la guardia deve
rimanere altissima. Auspichiamo che i prossimi tavoli operativi già fissati per giugno servano a blindare
definitivamente il futuro della Magona e dei suoi dipendenti.”
*Pablo Cinci è presidente di Appello per il lavoro e lo sviluppo a Piombino





