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Verso il Palio dell’Assunta e le discussioni già aperte per il dopo-carriera

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La lunga attesa potrebbe essere finita, scrive La Nazione. E tocca usare il condizionale, in questi tempi di pioggia a orologeria, proprio quando c’è il tufo in Piazza. dopo settimane di arsura indicibile. Oggi – e le previsioni inducono ad avere fiducia – si riprova con la vestizione delle comparse intorno all’ora di pranzo, la benedizione dei barberi (chi ancora deve farla), la composizione del Corteo storico che entrerà in Piazza alle 16.50, con l’orologio del Palio fissato alle 19 per l’uscita dal Cortile del Podestà.

Cosa cambia di fronte a un doppio rinvio nella preparazione della Carriera? Quali equilibri mutano nell’avvicinamento al momento cruciale? La risposta non c’è, o meglio solo questa sera si potrà capire se c’è chi ha risentito di questo slittamento che di fatto aumenta del cinquanta per cento il tempo del Palio, la permanenza dei cavalli nelle stalle di contrada, la tensione per i fantini.

Si parte da dove si era rimasti, con Nicchio, Lupa e Aquila uscite con i favori del pronostico la mattina del Tratta e arrivate nell’ideale prima fila anche per il Palio: Tittia su Anda e Bola, Velluto su Diodoro, Brigante su Benitos. Poi con le outsider, ognuna con buone motivazioni: la Torre che ha scelto Gingillo su Donrodrigo, la Chiocciola che punta sulla voglia di riscatto di Scompiglio con Arestetulesu, l’Istrice con Tamurè su Ares Elce, l’Onda con Virgola su Viso d’Angelo, la Selva con Grandine su Canarinu, poi i cavalli esordienti con Turbine su Euskaldi nella Giraffa, Spago su Diamante Sauro nell’Oca.

Il gioco delle rivali (Istrice-Lupa e Torre-Oca-Onda) sarà determinante nelle scelte alla mossa, momento clou come pochi altri, anche perché freschissime sono le polemiche sulle ultime Carriere disputate. Il mossiere Renato Bircolotti ha respinto le critiche (“quando sono partiti tutti e dieci i cavalli, io sono a posto”) e stasera si troverà a governare una situazione che potrebbe non essere molto semplice.

Così come non è stato semplice l’avvicinamento al Palio di stasera. Il drappellone di Teodora Axente ha scatenato commenti a non finire, ma anche l’amarezza del sindaco Fabio, colpita non solo dalle polemiche social come di consueto sopra ogni riga (“sono uno dei mali del Palio”, ha commentato), ma anche dalle posizione del mondo religioso, che ha espresso le proprie perplessità con il cardinale Augusto Paolo Lojudice e il rettore del collegio dei correttori don Enrico Grassini. C’è stata la questione dell’ordinanza sui comportamenti delle Contrade rivali, che ha fin qui aperto un botta e risposta via comunicato stampa tra Chiocciola e Tartuca ma che verosimilmente tornerà d’attualità durante l’inverno. Infine il doppio rinvio per pioggia, con qualche differenza di visioni il pomeriggio del 16 tra Comune e capitani e il riemergere di un’altra questione che tornerà nel dibattito e forse meriterebbe un chiarimento tecnico e puntuale, una volta per tutte: perché, al di là delle impressioni e delle convinzioni soggettive, non è possibile ipotizzare soluzioni rivoluzionarie per tutelare la pista dalla pioggia? Le polemiche non si toglieranno mai di mezzo – sennò non sarebbe Palio – ma un argine alle polemiche può fare solo bene alla Festa.

Se ne parlerà nelle prossime settimane, nei prossimi mesi. Non questa sera, quando si dovrebbe correre il Palio, e nei prossimi giorni, quando ci sarà solo spazio per chi porterà nel proprio oratorio il drappellone di Axente. E finalmente potrà andare in archivio anche questo Palio dell’Assunta.

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