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Economia

Valanga di critiche all’esternazione di Coppini

Sulle esternazioni del presidente della Fondazione Mps Riccardo Coppini ipotizzate il 16 ottobre al mattino da sfogliamo.eu e confermate in serata hanno suscitato varie reazioni. “La città di Siena, con le sue istituzioni e nell’unità delle forze sociali e politiche, aveva dato un mandato chiaro ai propri rappresentanti: difendere l’integrità della banca, le sedi, le funzioni e i posti di lavoro qualificati – afferma Sinistra Italiana Siena – Alleanza Verdi e Sinistra, che punta il dito anche contro il Governo-. L’unico realmente efficace era il Golden Power, in mano al MEF. Dal governo nessun sostegno, solo posizioni neutrali che nei fatti hanno favorito l’esito attuale. L’adesione della Fondazione Mps all’Opas di Intesa, con lo 0,2% del capitale, è ininfluente sui numeri ma ha un forte valore simbolico: in assenza di garanzie e di un ruolo nella governance accanto alle altre fondazioni azioniste di Intesa, è una resa incondizionata. Chiediamo al presidente Coppini la massima trasparenza e la disponibilità a un confronto aperto con la città. Nessuno vuole addossargli responsabilità che non ha, ma spiegare perché si ammaina il proprio vessillo è un dovere per chi porta nel nome il Monte dei Paschi di Siena”. Infine l’appello a chiarire, prima della riunione del 23 ottobre, quali garanzie la Fondazione intenda ottenere: “Prima del 23 ottobre dica che cosa chiederà a Intesa su funzioni a Siena, occupazione, marchio e ruolo dell’ente, e quali impegni scritti intende ottenere”.

Michela Guerrini, referente provinciale di Futuro Nazionale per Sienadice: “Si è consumato uno strappo, e nessuna giustificazione potrà ricucirlo. Prima dell’annuncio non c’è stato alcun confronto con loro né con la città: c’è stato silenzio, poi una decisione presentata a cose fatte. Le designazioni locali sono state accompagnate da equilibri e appartenenze ben riconoscibili: sarebbe ora di dimostrare che servivano alla città e non ad altro. Un ente può cambiare posizione, ma non può farlo voltando le spalle a chi lo ha costituito. Siena non ha bisogno di un azionista qualunque. Aveva una Fondazione, e merita che torni a comportarsi come tale”.

Anche il Partito Socialista Italiano di Siena interviene: “Il passaggio storico ed epocale che stanno attraversando la banca e la città meritano chiarezza e trasparenza». I socialisti contestano il progetto di Intesa, che “mira a dividere l’istituto di credito senese, depredandone il patrimonio”, e attaccano il Governo e la maggioranza comunale di centrodestra, che «non possono fare finta di nulla e voltarsi dall’altra parte”.

Il PSI ribadisce la fiducia nell’amministratore delegato Luigi Lovaglio ed esprime sorpresa per la posizione della Fondazione, che “sostiene un’operazione che di fatto smembra la Banca stessa, senza avere chiare garanzie per il territorio. Oggi tutto questo sembra non avere prodotto alcun effetto concreto», concludono i socialisti, chiedendo alla politica di esprimersi «in modo chiaro e senza infingimenti”.

Patto per il Nord Siena contesta la posizione del presidente della Fondazione Riccardo Coppini, giudicandola “grave e incomprensibile” e in contrasto con gli orientamenti delle istituzioni locali. “A chi risponde il presidente della Fondazione Monte dei Paschi? E, soprattutto, quali interessi intende tutelare? Autonomia non può significare autoreferenzialità, né tantomeno indifferenza rispetto alle posizioni e alle preoccupazioni delle istituzioni che rappresentano democraticamente il territorio”.

Poi la richiesta più esplicita: “Sarebbe opportuno che lo stesso Coppini traesse le conseguenze politiche e istituzionali della propria posizione, valutando seriamente l’opportunità di rassegnare le dimissioni”. E avverte: “Sarebbe imperdonabile ripetere gli stessi errori, sacrificando ancora una volta il futuro di Siena sull’altare di scelte finanziarie sulle quali il territorio rischia di non avere alcuna voce in capitolo”.

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