Una dietro l’altra le pesanti critiche ai progetti del Monte, perché il Sole vuole scottare Lovaglio
Anche ai lettori più disattenti non sarà sfuggito che in prima fila a fronteggiare il contrattacco della Banca Monte dei Paschi c’è il Sole 24 Ore. Ne parla StartMag che riepiloga le pesanti critiche ricevute da Rocca Salimbeni. Prima l’endorsement del presidente di Confindustria Emanuele Orsini all’Opas di Intesa Sanpaolo. Poi lo scoop sui piani di Monte dei Paschi. Quindi le analisi sui nodi della strategia di Luigi Lovaglio, un corsivo che è quasi un invito all’azione a Consob e Procura e infine una ricostruzione che mette in fila gli ostacoli della doppia Ops su Banco Bpm e Banca Generali. Negli ultimi tempi il Sole 24 Ore ha acceso con continuità i riflettori sul dossier Mps, accompagnandone l’evoluzione con una serie di anticipazioni, analisi e commenti che, letti nel loro insieme, restituiscono una lettura tutt’altro che indulgente dei piani di Siena e decisamente meno severa nei confronti dell’Opas di Intesa Sanpaolo.
A fare rumore è stato soprattutto lo scoop del Sole 24 Ore sulla doppia operazione studiata da Monte dei Paschi per contrastare Intesa. Una anticipazione, a firma del direttore Fabio Tamburini, che non sarebbe stata gradita a Luigi Lovaglio, il quale si è ritrovato con i contenuti del piano sulle pagine del quotidiano di Confindustria prima ancora della presentazione ufficiale.
Al di là dell’anticipazione, il quotidiano confindustriale ha messo in fila una sequenza di interventi che, letti nel loro insieme, restituiscono una attenzione forse non del tutto neutra alla strategia di Siena. Già lo scorso giugno, del resto, il presidente Orsini aveva espresso un esplicito endorsement all’operazione lanciata da Intesa Sanpaolo. A giudizio del leader degli industriali il progetto di Ca’ de Sass rafforza il sistema bancario italiano e la sua capacità di sostenere imprese, innovazione e sviluppo. L’Italia, sosteneva Orsini, “ha bisogno di intermediari solidi, radicati nel Paese e con una base di azionisti fortemente nazionale”. Una base nazionale che il piano di Lovaglio, con la presenza corposa di Crédit Agricole, forse vede un pochino meno “solida”.
Il 20 agosto, poi, il direttore Tamburini ha firmato un’altra ampia analisi sugli equilibri azionari delle Generali, società destinata a diventare uno dei tasselli più delicati del risiko in corso. L’articolo ricostruisce il peso storico della compagnia triestina negli assetti della finanza italiana e concentra l’attenzione sul 13,32% riconducibile a Mps attraverso Mediobanca, osservando come quella partecipazione rappresenti uno snodo decisivo. Da qui una serie di interrogativi sulle prospettive del piano di Lovaglio: la necessità di ottenere il via libera dell’assemblea straordinaria con una maggioranza qualificata dei due terzi, l’evocazione del golden power e il valore raggiunto nel frattempo dalla partecipazione assicurativa. Il ragionamento si chiude con un allargamento dello sguardo: il destino della quota di Generali riconducibile a Mps, osserva Tamburini, finirà per incidere sui futuri assetti di comando del Leone e, più in generale, su un passaggio tutt’altro che marginale per gli equilibri del capitalismo italiano.
A distanza di pochi giorni è arrivato anche un corsivo, sempre firmato da Tamburini, dal titolo eloquente: “Consob e Procura, strategia dell’attenzione”. Il commento richiama il ruolo delle autorità di vigilanza e della magistratura, osservando che la Consob dispone della possibilità di imporre alle società quotate il rispetto delle regole. Nel caso specifico del Monte, l’obbligo “di far conoscere al mercato atti e documenti”. Non sarà casuale che una delle voci circolate in questi giorni è che Intesa starebbe valutando un esposto all’autorità di vigilanza. Sul fronte giudiziario, invece, il direttore auspica un’accelerazione, scrivendo che gli eventuali rinvii a giudizio dovrebbero arrivare prima della chiusura dell’operazione. Il richiamo all’intervento di Consob e Procura rappresenta uno dei passaggi più incisivi della linea seguita dal quotidiano nelle ultime settimane.
Oggi il Sole torna ancora sul dossier con una lunga ricostruzione, a firma della redazione finanziaria, dedicata al precedente rappresentato dall’ingresso delle Generali nel capitale di Monte dei Paschi durante la crisi del 2016. L’analisi ripercorre quella vicenda per metterla in relazione con il progetto attuale, osservando che, se la proposta di Siena su Banca Generali andasse in porto, il Leone di Trieste tornerebbe a ricevere azioni Mps come corrispettivo, a quasi dieci anni di distanza dall’operazione precedente. Nelle battute finali il Sole osserva che il valore dell’operazione andrebbe comunque letto anche alla luce dell’Opas di Intesa Sanpaolo, assunta come inevitabile termine di paragone. Da qui il paradosso: dopo avere venduto Monte dei Paschi ai minimi della crisi, Generali finirebbe per ricomprarla ai massimi. “Corsi e ricorsi della finanza”, è l’ironica chiosa della redazione finanziaria.


