Travaglio dà battaglia per riportare Ranucci a Report
Il direttore Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano critica la decisione della Rai di rimuovere Sigfrido Ranucci da Report, sostenendo che il provvedimento sia stato disposto dal governo e sia illegittimo. L’autore ricorda che Ranucci dirige e conduce il programma da nove anni e vi lavora da venti, e che la rimozione è arrivata dopo l’attentato esplosivo subito davanti alla sua abitazione. Travaglio sostiene che il provvedimento violi contratto, diritto del lavoro, Costituzione e Media Freedom Act europeo. Aggiunge che il Comitato Etico Rai, chiamato a verificare eventuali condizionamenti legati all’amicizia tra Ranucci e Valter Lavitola, indagato come mandante della bomba, non avrebbe trovato elementi a sostegno di questa ipotesi. Ranucci ha quindi fatto ricorso d’urgenza al Tribunale civile per ottenere il reintegro e, secondo Travaglio, la destra avrebbe avviato una «guerra preventiva» contro la giudice Donatella Casari, incaricata del procedimento. L’obiettivo, sostiene, sarebbe delegittimare in anticipo un’eventuale decisione favorevole a Ranucci, attribuendola alla presunta appartenenza politica della magistrata. Travaglio contesta però le argomentazioni utilizzate contro Casari. Ricorda che la giudice ha fatto parte dei collegi del Tribunale dei ministri che si sono occupati dei casi Conte-Speranza sul Covid e Nordio-Piantedosi-Mantovano sul caso Almasri. Secondo l’autore, alcuni organi vicini al governo avrebbero interpretato questi precedenti come prova di una scelta politica della giudice. Travaglio osserva invece che i magistrati del Tribunale dei ministri vengono estratti a sorte e che l’assegnazione dei procedimenti segue tabelle automatiche basate su cronologia e carichi di lavoro, senza discrezionalità del presidente. Da qui la sua accusa contro chi starebbe conducendo la campagna contro Casari.





