E’ tempo di navigazione tra soldi e strambate accompagnati dal pensiero di Ambrogio Fogar
Stefano Bisi.
I soldi non puzzano e neppure profumano. Sono soldi e basta e quindi capisco che nel mondo bancario caratterizzato dal liberismo sfrenato ognuno cerchi di portare acqua (denari) al proprio mulino, anche se nel tempo che fu alcuni banchieri illustri mi sembravano più eleganti nei rapporti con i concorrenti. Oggi si assiste a ripetuti colpi bassi pur di conquistare la preda.
Nelle ultime ore mi ha colpito un comunicato di Intesa Sanpaolo che ha parlato per conto di Delfin, la società degli eredi Del Vecchio che avrebbe detto sì all’opas sul Monte dei Paschi di Siena. Perché non ha parlato ufficialmente Delfin? Per fare un paragone paliesco sarebbe come se la contrada dell’Oca scrivesse un comunicato per conto dell’Onda. E’ vero che Fontebranda e Malborghetto hanno una comune rivale, la Torre, ma in via Dupré tengono alla loro sovranità e se devono esprimere un pensiero lo fanno attraverso i loro rappresentanti. Suona male il comunicato per conto terzi, ma uno che se ne intende mi ha detto che succede anche di peggio nel mondo del credito che è settore vitale per l’economia del Paese come quello dei carburanti. Con una differenza, però, l’Eni è partecipato dallo Stato per il 30% e appena la premier Giorgia Meloni ha detto che doveva abbassare i prezzi la risposta è stata subito positiva. Nel credito, invece, il ministro liberista Giancarlo Giorgetti ha detto che vende un pezzo di Monte dei Paschi a chi offre di più. Non succede neppure al mercato del mercoledì sotto Fortezza, perché se accadesse arriverebbe la polizia locale a far cessare l’asta di golf e pantaloni. Chissà se a Roma la funzione della “polizia locale” non la eserciti l’Antitrust? Forse sì forse no.
Intanto sulla strada tracciata dall’ad della Banca Monte dei Paschi Luigi Lovaglio aumentano gli ostacoli perché Delfin e altri si sarebbero convinti delle rassicurazioni di Intesa Sanpaolo. Vedremo. L’ad di Rocca Salimbeni e i suoi collaboratori ci hanno abituato alle strambate, forse imparate al cantiere navale di Castiglione della Pescaia che costruì la barca di Ambrogio Fogar, che partì dal molo accanto al bagno “Il Faro” e “Maristella”, attraversò mari e oceani per poi farvi ritorno. Un pensiero ricorda quell’impresa in cui perse la vita il giornalista Mauro Mancini: “E’ la forza della vita che ti insegna a non mollare mai, anche quando sei sul punto di dire basta” disse Ambrogio Fogar. Al Monte dei Paschi lo sanno bene.





