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Tolleranza zero per chi sfascia tutto e niente alleanza con il generale che ci vota contro, Giorgia non le manda a dire

Tolleranza zero per chi sfascia tutto. Io voglio governi stabili, la sinistra gli inciuci. E su Vannacci: se ci vota contro non può esserci un’alleanza. Giorgia Meloni ha rilasciato una lunga intervista a Tommaso Cerno per Il Giornale, che si apre con il 25ennale della morte diIndro Montanelli: «È stato descritto in tantissimi modi. Anticonformista, irregolare, controcorrente. Ed era certamente tutto questo. Ma io penso che una delle caratteristiche che più gli si addice sia il coraggio. Perché la scelta di fondare il Giornale nel 1974 è stato un atto di straordinario coraggio, in uno dei momenti più difficili della storia repubblicana: gli anni di piombo. Montanelli squarciò un velo nel mondo dell’informazione. Sfidò a viso aperto chi non concepiva l’idea che potesse esserci una voce alternativa al conformismo dell’epoca. Diede voce a quella “maggioranza silenziosa” che chiedeva di essere rappresentata e rispettata».

La premier continua: «Le Brigate Rosse gambizzarono Montanelli, e chi all’epoca si faceva sorprendere con una copia del quotidiano sottobraccio rischiava di essere aggredito. Purtroppo, ancora oggi, in alcune università, se ti fai vedere col Giornale puoi avere problemi. Perché la sinistra, di ieri e di oggi, ha una concezione tutta sua della libertà: sei libero, ma solo se pensi e dici quello che loro ti permettono di dire. Ti escludono dalle fiere librarie se non sottoscrivi i loro surreali “patentini”, attaccano i giornalisti non allineati perché fanno domande scomode, sperano nel fallimento di quelle testate che non si adeguano ai diktat della “redazione unica”. Noi siamo orgogliosamente diversi, e crediamo nella vera libertà».

Sul gioielliere «è evidente a tutti, tranne che alla sinistra, che c’è una questione di proporzionalità delle pene che vengono comminate. Non si possono dare otto anni ad un pedofilo o meno di dieci anni in casi di stupri di gruppo e poi condannare un comune cittadino di 72 anni a passare il resto dei propri giorni in carcere, perché ha reagito ad una banda di rapinatori che avevano assaltato il suo negozio, minacciando di morte lui e la sua famiglia. Come si può chiedere ad un comune cittadino di avere, in un contesto di alto pericolo, stress e picchi emotivi, il sangue freddo necessario per capire quando è venuto meno il pericolo, o che la minaccia è cessata? Sono situazioni difficili da gestire anche per i professionisti addestrati a questo, figuriamoci per un normale cittadino. Non si può non tenere minimamente conto di questo».

Tolleranza zero per chi sfascia tutto e niente alleanza con il generale che ci vota contro, Giorgia non le manda a dire

Boh

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