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Politica

Tetto degli studenti stranieri a scuola, i doveri dei genitori ma mancano gli strumenti

Pile of printed newspapers on blue background

Giuseppe Roma su InPiù parla dei doveri dei genitori degli studenti stranieri a proposito del tetto degli studenti stranieri. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il decreto legge sulla scuola del 30 settembre 2026 numero 170 ha immediata attuazione e inizia l’iter parlamentare di ratifica. All’articolo 12 prevede l’obbligo, per i genitori di scolari e studenti stranieri, di frequentare corsi di alfabetizzazione linguistica nel caso non avessero sufficiente conoscenza della lingua italiana. Una norma , direbbero i nostri governanti, di buon senso. In verità, sarebbe sensata se un tale impegno fosse facilmente realizzabile per un genitore immigrato. In caso di inadempienza è prevista una multa da 200 a 1.000 euro, ma nulla si dice a proposito delle possibili inadempienze del sistema scolastico pubblico. L’articolo citato, infatti, indica i Centri Provinciali per gli Adulti (CIPIA) quali luoghi deputati ad assolvere  questa prescrizione di legge. L’istruzione degli adulti, di cui ci sarebbe un gran bisogno in Italia come ripetutamente affermato dal grande linguista Tullio De Mauro, in realtà ha sempre avuto scarsissima attenzione politica. 
 
La legge istitutiva è del 2006, i decreti attuativi del 2012 le Linne Guida operative del 2015. Questo comparto indispensabile alla formazione continua dei cittadini comprende, tradizionalmente, le vecchie scuole serali per i lavoratori che  vogliono conseguire un titoloori di studio di primo o secondo livello, le scuole carcerarie e  i corsi per l’alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana rivolti agli stranieri. Non ci sono edifici destinati a questa che a tutti gli effetti teoricamente è una componente specifica dei percorsi formativi. Le aule sono quelle delle scuole normali utilizzate nel pomeriggio e anche gli insegnanti spesso sono gli stessi dei corsi diurni. Il sistema è alimentato molto dalla motivazione e abnegazione di docenti e dirigenti. La domanda è crescente e differenziata comprendendo lavoratori, giovani dell’abbandono scolastico e un numero crescente di immigrati, molti dei quali, essendo analfabeti, non hanno solo il problema di apprendere l’italiano ma anche il più oneroso compito dell’alfabetizzazione. Quindi, alla precarietà del sistema d’offerta , si aggiungono le lunghe liste d’attesa di una domanda crescente soprattutto degli stranieri. L’istruzione degli adulti meriterebbeuna maggiore attenzione , magari integrando risorse anche da altri comparti come quelle del ministero del lavoro o delle regioni. Ma sappiamo bene che viviamo nella bulimia legislativa e nell’anoressia operativa, facendo portare la croce sempre ai cittadini, italiani o di origine straniera, cui si assegnano obblighi, senza preoccuparsi degli strumenti più idonei per assolverli.

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