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Politica

Tanti aspiranti ma le poltrone non sono per tutti

Il Corriere Fiorentino ipotizza candidature toscane per le elezioni politiche del 2027.

In Fratelli d’Italia gli uscenti Giovanni Donzelli (nella foto), Francesco Michelotti, Alessandro Amorese e Fabrizio Rossi sono tra i (ri)candidati più forti per tornare in Parlamento. Da considerare anche Chiara La Porta, già deputata e oggi consigliera regionale. Il sottosegretario Patrizio La Pietra sarà quasi certamente in pole per il Senato. E, a proposito di pistoiesi, la sorpresa alla Camera potrebbe arrivare dal giovane Gabriele Sgueglia.

Quasi tutti potranno essere candidati a rotazione sia nei collegi — in Toscana sono tre alla Camera (Firenze; Prato-Mugello-Lucca-Massa; Arezzo-Siena-Grosseto) e uno regionale al Senato — sia nei posti di capolista. Difficile così che possano esserci tanti ingressi di candidati oggi fuori dal Parlamento che raccolgono preferenze, anche se a queste i partiti non possono rinunciare.

Nel Pd Elly Schlein deve tenere insieme le anime del partito in vista delle primarie. Partono per questo in vantaggio gli uscenti Emiliano Fossi, Marco Furfaro, Simona Bonafè, Federico Gianassi e Marco Simiani. La sorpresa potrebbe arrivare da Pisa, con uno fra Alessandra Nardini e Antonio Mazzeo nella partita. Per i senatori l’unico vero posto garantito è quello di capolista, perché il collegio è unico: in gara ci sono Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli. Una scelta che il Nazareno potrebbe evitare facendoli correre tutti e tre, magari promuovendo a capolista un attuale deputato.

Un’altra caratteristica che limiterà le vere sorprese dal territorio è l’impossibilità dei sindaci, veri campioni di preferenze, di correre. Secondo la legge per farlo dovrebbero dimettersi 6 mesi prima delle elezioni, ma la probabilità che si voti in primavera li toglie dal dibattito. Con l’addio al sistema misto e la sparizione dei collegi uninominali non ci sarà più una gara diretta. Insomma, con 36 seggi toscani, la composizione delle liste potrà contare quasi quanto il risultato elettorale.

C’è un solo grande punto interrogativo: il 42% che le coalizioni dovranno raggiungere a livello nazionale per «vincere le elezioni». Chi supera quella soglia ottiene infatti un premio di maggioranza: il premio vale 5 deputati e 2 senatori in più per la Toscana, ovviamente da pescare nella lista chiusa dei capilista, a scorrimento. 

E qui entra in campo, anche in questa regione, Roberto Vannacci (Fn), che si candiderà certamente in prima persona nei collegi. Altrettanto faranno Matteo Renzi (Casa Riformista) e Nicola Fratoianni (Avs).

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