Strianese di fuoco contro i vertici locali di Fratelli d’Italia, che cosa pensa di fare Donzelli
Fabio Strianese, esponente di Fratelli d’Italia in provincia di Siena, come anticipato da sfogliamo.eu, ha ritirato la candidatura a presidente provinciale del partito e in molti, nel partito di Giorgia Meloni, si chiedono se anche lui, come Maria Antonietta Campolo, approderà al partito di Roberto Vannacci. La lettera con cui Strianese dice di rinunciare alla candidatura non spiega le mosse future, se non che continuerà la sua battaglia politica. Scrive: “Avevo deciso di candidarmi per offrire agli iscritti una vera alternativa, basata sul confronto, sulla partecipazione e sul merito. Oggi, però, prendo atto che il risultato appare già scritto e che il congresso rischia di trasformarsi in una semplice ratifica di decisioni maturate altrove e quindi una farsa. Nella mia valutazione, la scelta della dirigenza provinciale è già ricaduta su un candidato appartenente al ristretto gruppo di persone che da tempo ruota attorno agli attuali vertici e che da sempre ottiene nomine anche lautamente retribuite, senza mai essersi misurata in una competizione elettorale riportando un risultato positivo a livello personale. Una modalità di fare politica che, a mio avviso, continua a privilegiare gli equilibri interni e la fedeltà ad un gruppo ristrettissimo rispetto al confronto aperto e soprattutto alla valorizzazione delle capacità e al rispetto della meritocrazia. Non intendo prestarmi a una competizione che considero priva delle condizioni per essere realmente libera e contendibile. Partecipare solo per legittimare una decisione già presa significherebbe mancare di rispetto agli iscritti e ai militanti che credono ancora nella democrazia interna e nella possibilità di scegliere i propri rappresentanti. Resta l’amarezza per un’occasione persa. Un congresso dovrebbe essere il momento in cui si discutono idee, programmi e visioni per il futuro del partito, non l’ennesima conferma di dinamiche che finiscono per allontanare energie, competenze e persone che vorrebbero impegnarsi con spirito di servizio. Il mio ritiro non è una resa, ma una scelta di coerenza. Continuerò a fare politica con la schiena dritta, senza cercare protezioni o appartenenze a cerchi ristretti, convinto che il consenso si costruisca tra le persone e sui territori, non nelle stanze dove si decidono in anticipo incarichi e candidature di comodo. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto e incoraggiato. Il loro sostegno rafforza la mia convinzione che esista una parte del partito che chiede più trasparenza, più meritocrazia e un reale rispetto della volontà degli iscritti. La mia battaglia politica non si ferma oggi. Si ferma soltanto una candidatura. Le idee, la dignità e la libertà di esprimerle non sono in discussione e continueranno a guidare il mio impegno. Un partito che rinuncia al confronto interno per affidarsi a decisioni già confezionate rischia di perdere la sua forza migliore: la fiducia dei propri iscritti. Io non intendo essere complice di questo metodo”. Un atto di accusa grave. Che cosa diranno i vertici di Fratelli d’Italia? Che cosa pensa di questa situazione Giovanni Donzelli (nella foto), braccio destro di Giorgia Meloni?





