Spifferata sulla riunione convocata dal sindaco Fabio per l’acquisto del Pala Orlandi dal Ricreatorio Costone
Cristina Belvedere su La Nazione spiffera i contenuti della riunione-fiume convocata dal sindaco Nicoletta Fabio con i consiglieri comunali di maggioranza, che ha visto un’animata discussione in merito al progetto di acquisizione del Pala Orlandi, progetto fortemente voluto dall’assessore allo Sport Lorenzo Loré. Tante le obiezioni (e i timori) relativamente all’operazione che impegnerà 1.050.000 euro (ma pare che siano molti meno, precisa sfogliamo.eu). In primis il fatto che si tratti di un impianto sportivo situato al di fuori dei confini comunali (il palazzetto, pur alle porte di Siena, è nel comune di Monteriggioni). Dubbi anche sull’effettiva necessità di acquistare l’immobile, nonché sulla diversa strategia che riguarda invece la gestione del Palasport in viale Sclavo, acquisito dal Comune attraverso una proposta di donazione da parte della Polisportiva Mens Sana 1871 formalizzata a fine 2021 ed efficace dal 1° marzo 2022.
Particolarmente indigesto, il fatto che con la compravendita si verrebbe a creare un precedente importante a scapito di altre società presenti sul territorio al momento in condizioni di difficoltà economica: perché dunque aiutarne solo una con un investimento così sostanzioso, crendo un discrimine rispetto alle altre realtà senesi?
Più di qualcuno ha poi parlato di “colpo di mano” rispetto alla ventilata volontà dell’esecutivo comunale di inserire l’atto direttamente nel Documento di programmazione all’ordine del giorno del Consiglio comunale di martedì. Il rischio dunque è che, nel caso l’atto arrivi in aula, possano mancare i numeri.
E sul caso interviene anche l’ex sindaco di Siena, Bruno Valentini (Pd): “Non si comprende perchè il Comune di Siena decida di acquistare direttamente il palazzetto del Costone mentre per il Palasport Mens Sana ci spende un sacco di soldi lasciando a terzi la proprietà (sulla base di una evanescente speranza di ricavi mai realizzati): due pesi e due misure? L’operazione in oggetto, infine, è il contrario di cosa accade in questa fase storica in Italia, dove sono le società sportive ad effettuare gli investimenti in impianti, anzichè impegni diretti degli Enti Locali – sottolinea in un post –. Pertanto il Comune la deve spiegare molto bene, anche in relazione alle spese di gestione e manutenzione del resto dell’impiantistica di proprietà pubblica, assicurando che non mancheranno risorse per le altre strutture”.
In aggiunta all’articolo de La Nazione va detto che il Pala Orlandi è di proprietà del Ricreatorio Costone e la società di basket, gli inquilini dei sei monolocali e di un bilocale, il barista, la palestra, chi usa il campo da tennis pagano canoni di affitto per circa 150mila euro all’anno.





