Sondaggi, cresce un’area di centro che potrebbe arrivare al 6% ed essere determinante in caso di pareggio
Luca Ricolfi sul Messaggero analizza l’evoluzione delle intenzioni di voto dall’inizio della legislatura e sostiene che, dopo quasi quattro anni di relativa stabilità, il quadro politico stia cominciando a cambiare. Ricolfi ricorda che i partiti di governo, partiti da poco meno del 44% alle elezioni del 2022, erano saliti intorno al 48%, mantenendo un vantaggio significativo sul Campo largo. La nascita di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci ha però progressivamente eroso i consensi della maggioranza, pur lasciando inizialmente l’insieme del centrodestra nettamente davanti alle opposizioni. Ricolfi individua nei sondaggi più recenti tre novità. Fratelli d’Italia non viene più indicato unanimemente sopra il 26% ottenuto nel 2022; secondo YouTrend, i quattro partiti di governo sarebbero scesi complessivamente al 38,9%; soprattutto, sommando Futuro Nazionale, l’intera area del centrodestra raggiungerebbe il 46,8%, ormai non molto distante dal 44,6% attribuito al Campo largo. Ricolfi osserva quindi che, diversamente da quanto sembrava fino a poco tempo fa, neppure un’alleanza comprendente Vannacci garantirebbe al centrodestra la vittoria. Contemporaneamente starebbe riemergendo uno spazio liberale di centro, formato da Azione e dalle nuove formazioni Partito Liberaldemocratico e Ora!, che insieme raccolgono oltre il 6% e potrebbero aumentare i propri consensi con l’avvicinarsi delle elezioni. Ricolfi conclude che il prossimo confronto elettorale potrebbe quindi articolarsi non più fra due grandi schieramenti, ma fra quattro poli: centrodestra, Campo largo, Futuro Nazionale e centro liberale. Una simile frammentazione potrebbe impedire la formazione di una maggioranza autosufficiente e aprire uno scenario finora considerato poco probabile: un governo di più o meno larghe intese, comprendente le forze centriste ed escludendo quelle maggiormente contrarie all’integrazione europea.





