Sinistra Italiana fuori dal coro: “Giorgetti non ha preso impegno sul golden power”
Fiorino Iantorno*.
L’incontro di ieri tra la delegazione toscana composta da Giani, dalla Fabio e dalla Carletti e il ministro Giorgetti si chiude senza alcun impegno vincolante.
Il congelamento della quota MPS nelle mani del MEF, presentato come garanzia, è in realtà una misura tecnica dettata dalla prudenza in presenza di operazioni di mercato in corso. Il nodo politico è che detenere una quota senza orientarne l’uso attraverso il voto in assemblea non produce, di per sé, una tutela reale per MPS.
Lo strumento che avrebbe potuto incidere davvero — vincoli sul marchio, sull’assetto industriale e sulla permanenza a Siena del centro decisionale, con tutto l’indotto occupazionale che questo comporta — era il Golden Power. Su questo, però, non registriamo alcun passo avanti.
Nel frattempo, la disponibilità del ministro a “valutare senza pregiudizi” la proposta Lovaglio non può essere scambiata per un sostegno: è semplicemente la dichiarazione di neutralità di fronte a una partita che rischia di essere lasciata alle sole dinamiche finanziarie.
È proprio su questo punto che Sinistra Italiana Siena non si riconosce nella deresponsabilizzazione del “decide il mercato”, che sembra ormai affacciarsi anche nel linguaggio della sinistra e del centrosinistra.
Per noi il credito non è una merce qualsiasi. È lo strumento attraverso cui il risparmio delle famiglie viene trasformato in investimenti, lavoro e sviluppo. Per questo famiglie, imprese, lavoratori del settore creditizio e territori non possono essere trattati come semplici pedine del Risiko bancario.
La vicenda MPS non è dunque soltanto una questione senese. Difendere l’unità del gruppo significa difendere il pluralismo del sistema bancario italiano, evitando che una crescente concentrazione nelle mani di pochissimi grandi gruppi riduca le alternative e renda più difficile l’accesso al credito per famiglie e piccole e medie imprese.
Non chiediamo alla politica di sostituirsi ai consigli di amministrazione. Chiediamo che stabilisca le condizioni e le garanzie dentro le quali il mercato deve muoversi.
Se Governo e centrosinistra ritengono strategica la nascita di un terzo polo bancario, devono indicare quali strumenti intendono mettere in campo per favorirla. Se ritengono importante tutelare MPS, il lavoro e la permanenza a Siena delle funzioni direzionali, alle dichiarazioni devono seguire fatti concreti.
La vicenda MPS pone anche una questione più generale alla sinistra: la politica deve governare i processi economici oppure limitarsi a prenderne atto?
Noi pensiamo che la sinistra debba tornare a mettere in discussione il primato della finanza e la progressiva mercificazione dei beni e dei servizi essenziali. Il credito, come la salute, l’acqua e il lavoro, riguarda direttamente l’interesse della collettività.
Il prossimo 2 settembre, nella seduta del Consiglio comunale di Siena, sarà quindi importante verificare se le dichiarazioni sulla tutela di MPS, del credito, del lavoro e del territorio si tradurranno in una posizione politica coerente.
Sinistra Italiana Siena non vuole arrendersi alla logica del “vinca il mercato”. Una forza autenticamente di sinistra deve avere il coraggio di essere il granello di sabbia nell’ingranaggio di un mercato, sovrano e tiranno, che finisce per sacrificare gli interessi della collettività.
È su questa critica alla finanziarizzazione e sulla difesa di un sistema del credito plurale e al servizio dell’economia reale che, per noi, si misura la volontà di costruire una vera alternativa al governo delle destre.
*Fiorino Iantorno è segretario del circolo di Siena di Sinistra Italiana


