Siena Sostenibile all’attacco: “Il governo smentisce nei fatti l’asse privilegiato con Siena per Monte e migranti”
Banca Mps e migranti. Siena Sostenibile (nella foto Gianni Porcellotti): «Il Governo smentisce nei fatti l’asse privilegiato con Siena. La città torni padrona del proprio futuro».
«Da Mps alla gestione dei flussi migratori emerge ormai un dato politico difficile da ignorare: quando sono in gioco gli interessi della città, il presunto asse privilegiato con Roma mostra tutti i propri limiti e Siena rischia di subire decisioni prese altrove, senza che il peso politico rivendicato dall’Amministrazione comunale produca risultati concreti».
È quanto afferma Siena Sostenibile, intervenendo sulle due vicende che in queste settimane mettono in evidenza quella che il movimento civico considera la crescente debolezza politica dell’Amministrazione, e quindi della città, nei confronti del Governo centrale.
Su MPS: «Cambiano i governi e le maggioranze, si invertono i ruoli tra centrodestra e centrosinistra, ma Siena continua a pagare. Quasi vent’anni fa abbiamo vissuto il disastro Antonveneta, con responsabilità trasversali di cui scontiamo ancora oggi le conseguenze; ora, dopo che MPS è stata risanata anche attraverso ingenti risorse pubbliche, il futuro della banca rischia nuovamente di essere affrontato prevalentemente come una questione finanziaria e di mercato, quando invece riguarda direttamente il destino economico, occupazionale e sociale di un’intera comunità».
Come Siena Sostenibile pensiamo che il futuro della Banca non può essere ridotto a una partita tra grandi gruppi finanziari: «auspichiamo che possa prevalere una soluzione capace di mantenere MPS autonoma e protagonista di un progetto di aggregazione, anziché condurla a un’incorporazione. Perché, al di là delle dichiarazioni rassicuranti provenienti da esponenti di Unipol e Intesa sul mantenimento del marchio, della sede e del legame con Siena, riteniamo che un’operazione di incorporazione possa mettere seriamente a rischio l’autonomia della più antica banca del mondo, con conseguenze pesantissime per una città e un territorio già duramente provati da decenni di crisi e cattiva gestione».
Sull’immigrazione: «Il 24 luglio scorso la sindaca Nicoletta Fabio ha definito pubblicamente “irricevibile” l’ipotesi di un nuovo CAS a Costalpino, sostenendo che Siena si adopera già moltissimo sul fronte dell’accoglienza e che non può andare oltre. La cronologia dei fatti, però, merita di essere ricordata: l’ipotesi era stata illustrata ai residenti già il 13 luglio e, di fronte alla contrarietà manifestata dalla popolazione, la Caritas ha riferito di averla immediatamente accantonata. La presa di posizione pubblica della Sindaca è arrivata dunque quando, secondo quanto successivamente chiarito dalla stessa Caritas, quella soluzione era già stata abbandonata.
Alla luce di questi fatti vogliamo porre una questione più generale: quanto riesce davvero Siena a far pesare la propria voce nei rapporti con il Governo centrale? E ancora: dove sono finiti il sovranismo e il federalismo su cui i partiti della maggioranza hanno costruito una parte importante del proprio consenso? Sono diventati improvvisamente argomenti desueti, oppure è molto più semplice rivendicare l’autonomia dei territori quando si chiedono i voti che esercitarla quando si governa?».
Il nodo politico comune: «Su MPS l’Amministrazione si è mossa, ha incontrato il Governo e ha chiesto garanzie, ma ad oggi l’asse Siena-Roma non ha prodotto certezze vincolanti sull’autonomia futura della banca. Sull’immigrazione, invece, la netta presa di posizione della Sindaca sul CAS di Costalpino è arrivata quando la contrarietà degli abitanti aveva già portato la Caritas ad accantonare l’ipotesi. Due vicende diverse, che pongono però la stessa domanda: quanto conta davvero Siena quando si tratta di incidere sulle scelte che la riguardano?
Il punto non è negare che la Sindaca abbia assunto posizioni o compiuto iniziative, ma verificare quali risultati concreti queste producano. Perché la promessa politica era chiara: avere a Siena gli stessi partiti che governano il Paese avrebbe dovuto consentire alla città di contare di più. È legittimo, oggi, chiedersi se questo stia realmente accadendo».
Alla prima cittadina chiediamo di far valere fino in fondo il ruolo istituzionale che ricopre e di dimostrare, nei fatti, che il rapporto privilegiato con il Governo nazionale rivendicato dalla maggioranza possa tradursi in una maggiore capacità di tutelare gli interessi della città. Cara Nicoletta, forse è arrivato il momento di prendere una decisione, nell’interesse della città e, permettici di dirlo, anche nel rispetto del ruolo istituzionale che ricopri.
Siena merita rappresentanti che siano disposti a difenderla più delle proprie “bandiere”: dobbiamo tornare padroni del nostro presente e del nostro futuro, con un’Amministrazione che, quando gli interessi locali entrano in conflitto con quelli dei partiti, sappia scegliere da che parte stare»





