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Settore vinicolo in calo di vendite per l’export e il rallentamento dei consumi

Nel 2025 il settore vinicolo italiano ha registrato un calo delle vendite complessive del 2,8% rispetto al 2024. A pesare sono stati soprattutto l’export, in flessione del 3,4%, e il rallentamento dei consumi. Il mercato nazionale ha segnato una contrazione del 2,2%. È quanto emerge dall’Indagine sul settore vinicolo in Italia dell’Area Studi Mediobanca, dedicata a 255 principali società di capitali italiane con fatturato 2024 superiore ai 20 milioni di euro.

Il campione rappresenta ricavi aggregati per 12 miliardi di euro, metà dei quali realizzati all’estero. Il quadro indica un settore ancora rilevante nello scenario mondiale, ma entrato in una fase più selettiva. Le imprese di minore dimensione risultano più esposte alla frenata. Meglio gli spumanti e i vini premium, che mostrano una maggiore tenuta rispetto alla media.

Nel 2025 la produzione mondiale di vino è stimata in 227 milioni di ettolitri, in aumento dello 0,6% sul 2024. I consumi globali si attestano invece a 208 milioni di ettolitri, con un calo del 2,7%.

L’Italia si conferma il principale produttore mondiale, con 44,4 milioni di ettolitri. Il dato rappresenta il 19,7% del totale e resta vicino ai livelli dell’anno precedente, con una crescita dello 0,7%.

Più marcata la contrazione dei consumi interni. In Italia il consumo pro capite è passato da 38 litri annui nel 2022 a 35,6 litri nel 2025, con una diminuzione del 9,4%.

Resta positivo il saldo commerciale italiano. In vent’anni è cresciuto a un tasso medio annuo del 5%, passando da 2,7 miliardi di euro nel 2005 a 7,2 miliardi nel 2025. L’Italia è anche il primo esportatore mondiale di vino per quantità, con 21 milioni di ettolitri, e il secondo per valore, con 7,8 miliardi di euro, dietro alla Francia.

Il cambiamento dei consumi è uno degli elementi centrali dell’indagine Mediobanca. Negli ultimi cinque anni l’80% dei produttori italiani ha rilevato una riduzione dei consumi di vino. Per circa due terzi delle imprese la tendenza è destinata a proseguire anche nei prossimi anni.

Nonostante il rallentamento, il 70% dei produttori continua a considerare attrattivo il settore. La prospettiva, però, è quella di un mercato più selettivo, nel quale dimensione aziendale, posizionamento e capacità di presidiare i mercati diventano fattori decisivi.

La principale risposta indicata dalle imprese è la diversificazione dell’offerta, considerata una leva centrale dal 72% delle aziende. Segue l’apertura o lo sviluppo di nuovi mercati, indicata dal 64%. Il rafforzamento di marketing e comunicazione è ritenuto fondamentale dal 60% dei produttori.

Nel 2025 i maggiori produttori italiani di vino hanno chiuso con vendite in calo del 2,8%. La contrazione è più accentuata all’estero, dove il fatturato scende del 3,4%, rispetto al -2,2% registrato sul mercato nazionale.

Tra i mercati internazionali, il dato più critico riguarda gli Stati Uniti. L’export verso gli Usa arretra del 6,3%. Nei Paesi dell’Unione europea la flessione è del 2,8%, mentre il Regno Unito mostra una sostanziale stabilità, con un calo limitato allo 0,7%.

La dimensione aziendale incide sulle performance. Le società con fatturato 2024 inferiore a 30 milioni di euro registrano una flessione delle vendite del 3,5%. Peggiorano anche i risultati delle imprese capital intensive, con immobilizzazioni materiali superiori al 30% dell’attivo 2024: per queste aziende il giro d’affari scende del 3,7%.

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