Se un uomo affetto da disturbo schizoide della personalità sparisce dai radar vuol dire che c’è qualche smagliatura nella cura dell’igiene mentale
Un editoriale del Quotidiano Nazionale commenta il pomeriggio di terrore a Modena e punta il dito sul funzionamento dei servizi sociali e sanitari. È un po’ come il bicchiere mezzo pieno. E mezzo vuoto. Ha ragione il ministro Piantedosi: il fatto che il killer di Modena non sia un terrorista sfuggito alle maglie dei nostri servizi, è motivo di conforto. Del resto, da noi la jihad, passa, progetta, ma difficilmente agisce. Non da oggi. E questo, a quanto pare, è il bicchiere mezzo pieno.
Poi, l’altra faccia della medaglia. Ancora più preoccupante. Perché se la ragnatela dell’antiterrorismo è fitta e collaudata, quella dei servizi sociali e sanitari, evidentemente qualche smagliatura la presenta. Se Salim, “affetto da disturbo schizoide della personalità”, era uscito da tutti i radar del territorio fino a riapparire in centro a Modena per seminare morte, vuol dire che qualcosa non ha funzionato: probabilmente il meccanismo che non ha le risorse necessarie per vigilare sui soggetti pericolosi per un periodo congruo. Per sempre, se è il caso.
C’è da riflettere, insomma, sul sistema che presiede alla cura dell’igiene mentale, perché di gente fuori di testa pare che il mondo sia sempre più pieno, mentre dovrebbero essere vuoti i reparti ospedalieri dove finiscono tranquilli cittadini falciati come birilli in un tiepido pomeriggio di primavera.
Terribile. Questo, a monte. A valle, si ripropone il tema della sicurezza complessiva nelle città, soprattutto nei centri storici. Dal 2017, dopo le stragi delle auto killer di Nizza e Barcellona, molte aree sono protette dai cosiddetti dissuasori, blocchi di cemento ingentiliti dai fiori che impediscono a ogni mezzo di infilarsi tra la folla a tutta velocità: come a due passi dalla Ghirlandina. Qualche urbanista storse il naso: il cemento disturba la vista. Vero. Disturbano di più i Salim, però, qualunque matrice abbiano, anche psichiatrica. Allora, da Modena risuona l’allarme: più vigilanza sanitaria e sicurezza preventiva. Perché il bicchiere sia pieno. O il più pieno possibile.





