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Schlein-Conte, ogni occasione è buona per provare a guadagnarsi la premiership

Non c’è pace per il centrosinistra, scrive Cosimo Rossi sul Quotidiano Nazionale. Anzi sì. Perché la maggioranza del Campo largo sceglie di sostenere la linea pacifista e contro il riarmo nella discussione alla Camera sullo scostamento di bilancio per le spese in campo energetico e di difesa. Così facendo, però, riduce ulteriormente il proprio modesto perimetro, dato che si perde per strada la componente riformista dem: favorevole agli impegni per i fondi, come gli alleati centristi di ‘Italia viva’ e +Europa.

Risultato: le comunicazioni del ministro dell’Economia Giorgetti sullo scostamento di bilancio forniscono al leader 5 stelle Giuseppe Conte un pulpito per presentarsi con l’autorevolezza della pochette da ex premier e insieme come miglior interprete dei sentimenti popolari pacifisti della sinistra, che la segretaria dem Elly Schlein confidava di incarnare in esclusiva. 

A dimostrazione del fatto che quella sta venendo davvero precipitando è la sfida per la premiership del centrosinistra, sempre più ridotta ai soli due leader di Pd e M5s destinati probabilmente a misurarsi in elezioni primarie dall’esito per nulla scontato.

Solo il regolamento della Camera ieri ha salvato il Pd da una dolorosa spaccatura, dato che la risoluzione Pd-M5s-Avs è risultata preclusa data l’approvazione di quella di maggioranza. Altrimenti i riformisti dem si sarebbero astenuti, come mette agli atti Lorenzo Guerini: “Non l’avrei sostenuta, il testo resta non condivisibile”. I deputati della minoranza dem (oltre a Guerini, Lia Quartapelle, Virginio Merola, Nicola Carè, Piero Fassino) hanno invece votato a favore degli impegni per il Safe contenuto nelle risoluzioni di ‘Italia viva’ e +Europa, su cui l’indicazione del Pd era l’astensione, e si sono astenuti su quella di Azione.

L’approccio rispetto alla politica estera e il riarmo europeo è un parte in tema di dissidio reale tra la cultura riformista e quella radicale del centrosinistra ancora in fieri in mezzo a cui si trova il Nazareno. Ma ancora di più – più dei migranti, su cui i 5 stelle hanno posizioni securitarie, e delle politiche sociali, che il centrosinistra non riesce a imporre all’agenda – è diventato l’elemento paradigmatico dello scontro per la leadership tra Schlein e Conte; che ha appunto scippato alla leader dem il ruolo di campione del pacifismo, ma indossando al contempo l’abito e l’aplomb da ex premier.

Schlein-Conte, ogni occasione è buona per provare a guadagnarsi la premiership

Partono i bastimenti

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