Salute mentale, diciassette minorenni ricoverati contemporaneamente al Meyer per tentativi di suicidio e autolesionismo
Diciassette minorenni ricoverati contemporaneamente e con carattere d’urgenza per tentativi di suicidio, ideazione suicidaria o atti di autolesionismo. È il picco registrato una settimana fa all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze e reso noto dall’assessora regionale alla Salute, Monia Monni, durante un incontro all’Sms di Rifredi.
Tutti i ragazzi sono arrivati attraverso il pronto soccorso e hanno avuto bisogno di un ricovero immediato. I 12 posti disponibili nel reparto di Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza non sono stati sufficienti: cinque pazienti sono stati sistemati “fuori linea”, soprattutto nei reparti di Pediatria e Neurologia, mentre alcuni casi non urgenti hanno dovuto lasciare temporaneamente spazio alle emergenze.
A essere coinvolti sono ragazzi molto giovani, in prevalenza femmine. «Ci sono quelli che hanno tentato il suicidio, quelli che ci pensano e si accorgono che questi pensieri stanno diventando importanti, e depressioni molto gravi che portano all’autolesionismo», spiega Tiziana Pisano, primaria del reparto.
«Siamo di fronte a un’emergenza: nel 2025 il 93% dei nostri ricoveri è passato dal pronto soccorso e aveva carattere d’urgenza. Quanto accaduto una settimana fa è soltanto il picco di un fenomeno sempre più preoccupante», sottolinea la neuropsichiatra.
Un segnale positivo è rappresentato dalla maggiore capacità dei giovani di riconoscere ansia, depressione e pensieri suicidari. Lo stigma legato alla psichiatria si sta riducendo e molti adolescenti riescono a chiedere aiuto ai genitori o direttamente alle strutture sanitarie. In altri casi, tuttavia, l’impulsività può provocare gesti improvvisi, senza lasciare il tempo di lanciare un allarme.
L’aumento degli accessi mette sotto pressione l’intero sistema sanitario regionale. Oltre al Meyer, in Toscana esistono reparti dedicati all’istituto Stella Maris, che gestisce urgenze differite, e alle Scotte di Siena, dove vengono accolti soltanto i minori dai 16 anni in su. Quando Firenze non ha posti disponibili, gli altri ospedali devono quindi ricoverare i ragazzi nelle proprie pediatrie o, per i più grandi, nei reparti psichiatrici per adulti.
Il Meyer coordina la rete regionale e offre consulenze agli altri ospedali, ma deve garantire anche la continuità delle cure ai pazienti non urgenti. «Non possiamo dimenticare gli altri ragazzi e il lavoro del day hospital», avverte Pisano. Interrompere i percorsi terapeutici rischia infatti di provocare nuovi ricoveri e ulteriori accessi urgenti al pronto soccorso. Lo scrive il Corriere Fiorentino.





