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Rassegna Settimanale del 19 Ottobre

In questa puntata: Schlein rompe gli indugi: “Pronta a candidarmi alla guida dell’Italia con o senza le prima… · Botta e risposta al veleno tra il sindaco Sala e il ministro Piantedosi sugli incidenti di… · Prato laboratorio avanzato della globalizzazione. Rassegna di sfogliamo.eu del 19 Ottobre 2026, con le notizie dal 12/10/2026 al 19/10/2026. Tutte le notizie su https://sfogliamo.eu

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In questa puntata: Schlein rompe gli indugi: “Pronta a candidarmi alla guida dell’Italia con o senza le prima… · Botta e risposta al veleno tra il sindaco Sala e il ministro Piantedosi sugli incidenti di… · Prato laboratorio avanzato della globalizzazione.

Rassegna di sfogliamo.eu del 19 Ottobre 2026, con le notizie dal 12/10/2026 al 19/10/2026.
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Benvenuti, bentrovati. In questi minuti facciamo il punto sulle notizie che hanno segnato gli ultimi giorni, tra una politica italiana già proiettata verso le prossime elezioni, tensioni sulla sicurezza nelle città, dossier economici delicati e uno scenario internazionale che torna a far discutere sull’energia e sulla guerra in Ucraina.

Partiamo dalla politica, perché il passaggio forse più netto della settimana arriva dal Partito democratico. Elly Schlein ha sciolto le riserve e ha detto apertamente di essere pronta a candidarsi alla guida del governo, con o senza primarie. È una frase che cambia il quadro, perché finora l’intenzione era evidente ma non era mai stata formulata in modo così diretto. Il messaggio è doppio. Da un lato parla agli alleati, soprattutto al Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che coltiva la stessa ambizione e continua a vedere nelle primarie uno strumento per scegliere il leader della coalizione. Dall’altro lato parla al suo partito, dove la minoranza riformista tornava a chiedere un confronto più aperto. L’assemblea del Pd, però, ha approvato in modo molto ampio una linea chiara: se ci saranno primarie, per il Pd correrà Schlein.

E mentre Schlein prova a blindare la leadership, nel centrosinistra continua a muoversi anche Matteo Renzi, con un appello che usa toni forti ma rende bene il clima. Se non ci uniamo, dice il leader di Italia Viva, gli elettori del centrosinistra verranno a prenderci a casa con i forconi. Tradotto: divisioni, veti personali e rivalità tra leader non sarebbero più tollerate da un elettorato che chiede prima di tutto competitività contro il centrodestra. Renzi insiste su un punto politico semplice: il campo largo, da solo, non basta; per vincere bisogna allargare al centro.

Ma proprio al centro cerca spazio anche Carlo Calenda, che ragiona in modo diverso. L’obiettivo di Azione è costruire una coalizione autonoma dai due poli, puntando a diventare l’ago della bilancia in un sistema elettorale che potrebbe non consegnare il premio di maggioranza a nessuno. È una scommessa ambiziosa, che prova a intercettare mondi civici, riformisti ed europeisti, e che mostra quanto il cantiere dell’opposizione sia ancora tutto aperto. Insomma, mentre il centrodestra governa, dall’altra parte non c’è ancora una formula condivisa, ma una competizione continua tra leadership, identità e strategie.

Sul fronte del governo, a far rumore è la presa di posizione di Giorgia Meloni sul decreto che dovrebbe recepire gli aumenti stipendiali per i magistrati. La premier ha detto chiaramente che non intende firmarlo. La ragione, spiega, è soprattutto politica e di priorità: quasi un miliardo di euro per gli aumenti ai magistrati, mentre l’esecutivo fatica a trovare risorse per l’autotrasporto, per i settori produttivi colpiti dal caro carburanti e per le famiglie alle prese con l’inflazione. È una scelta che apre un altro fronte sensibile nel rapporto tra governo e magistratura e che mostra quanto la questione delle risorse sia diventata centrale in questa fase.

Sempre in Italia, ma sul terreno dell’ordine pubblico, resta alta la tensione dopo gli scontri di Milano. Il sindaco Beppe Sala ha parlato di forze dell’ordine insufficienti di fronte a gruppi estremamente violenti, soprattutto nelle immagini arrivate da piazza Duomo. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha risposto duramente, trasformando il confronto in uno scontro politico vero e proprio. Al centro non c’è solo il giudizio sulla gestione della piazza, ma anche la preoccupazione per un autunno sociale che potrebbe diventare più caldo. Sala ha detto di temere nuove esplosioni di violenza e ha sottolineato un aspetto importante: non bisogna confondere chi manifesta pacificamente, come molti studenti, con chi devasta e cerca lo scontro.

In Toscana, intanto, tiene banco il dossier Monte dei Paschi. A Siena l’attenzione è concentrata sulla Fondazione Mps e sulla posizione espressa dal presidente Riccardo Coppini a favore dell’operazione di Intesa Sanpaolo. Una presa di posizione che ha creato imbarazzo e richieste di chiarimento da parte del sindaco e della presidente della Provincia. Il nodo è sia politico sia simbolico. Dal punto di vista azionario, la quota della Fondazione pesa poco. Ma il suo orientamento pesa moltissimo sul piano istituzionale, perché tocca il rapporto storico tra la banca e il territorio. Nelle prossime riunioni degli organi della Fondazione si capirà se esiste una linea condivisa oppure se la posizione del presidente sia stata un’iniziativa sostanzialmente personale. Sullo sfondo resta una domanda più ampia: quale ruolo può ancora giocare Siena nelle scelte che riguardano il suo storico istituto di credito?

Restando in Toscana, c’è anche una notizia che racconta problemi più quotidiani ma molto concreti. A Firenze, in via Alamanni, residenti e commercianti denunciano da mesi rumori fortissimi e vibrazioni al passaggio della tramvia, con vetri che tremano e disagi continui dalle prime ore del mattino fino a tarda sera. Una questione locale, certo, ma che parla del rapporto tra infrastrutture, qualità della vita e manutenzione urbana.

E c’è poi uno sguardo più ampio sull’economia e sulla società, che arriva da Prato. Il rapporto tra la comunità cinese e la città viene letto sempre più come un laboratorio avanzato della globalizzazione. Da un lato, l’imprenditoria cinese ha tenuto viva la vocazione manifatturiera e la competitività del distretto. Dall’altro, restano tensioni legate alla legalità, al lavoro e all’integrazione. È un equilibrio complesso, fatto insieme di convivenza, competizione e trasformazione dell’identità urbana.

Chiudiamo con lo scenario internazionale. Dagli Stati Uniti arriva un’ipotesi destinata a far discutere: l’amministrazione Trump valuterebbe il ritorno del gas russo sui mercati europei come leva negoziale per arrivare a una pace in Ucraina. L’idea sarebbe quella di legare l’energia a un’intesa più ampia, riaprendo in parte i canali commerciali con Mosca. È una prospettiva che divide profondamente, perché da un lato promette prezzi più bassi e strumenti negoziali, dall’altro rischia di restituire alla Russia risorse economiche e influenza politica proprio dopo anni di sforzi europei per ridurre la dipendenza energetica.

Per oggi ci fermiamo qui. Grazie per averci ascoltato e per aver passato questi minuti con noi. Ci risentiamo presto con un nuovo riassunto dell’attualità. A presto.

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