Rassegna Settimanale del 14 Settembre
In questa puntata: In Svezia è testa a testa tra i socialdemocratici e il blocco moderato, verso il flop l’ul… · Sulle armi a Kiev si sfidano Conte e Schlein · Se anche i robot si arrabbiano e tirano calci come gli umani. Rassegna di sfogliamo.eu del 14 Settembre 2026, con le notizie dal 07/09/2026 al 14/09/2026. Tutte le notizie su https://sfogliamo.eu
Ascolto: 4 min 41 sec
In questa puntata: In Svezia è testa a testa tra i socialdemocratici e il blocco moderato, verso il flop l’ul… · Sulle armi a Kiev si sfidano Conte e Schlein · Se anche i robot si arrabbiano e tirano calci come gli umani.
Rassegna di sfogliamo.eu del 14 Settembre 2026, con le notizie dal 07/09/2026 al 14/09/2026.
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Benvenuti, bentrovati. In questi minuti facciamo il punto sulle notizie che hanno segnato gli ultimi giorni, tra politica italiana, scenari europei, tecnologia e cultura. Partiamo dall’estero, perché dalla Svezia arriva un voto che dice molto anche al resto del continente.
Le elezioni svedesi hanno consegnato un quadro tiratissimo. A metà scrutinio, il blocco di centro-sinistra guidato dai Socialdemocratici di Magdalena Andersson risulta avanti di un soffio su quello di centro-destra del premier uscente Ulf Kristersson. Parliamo di un margine minimo, addirittura di un solo seggio secondo le proiezioni della tv pubblica svedese. Ma il dato politico più forte è un altro: l’ultradestra dei Democratici Svedesi di Jimmie Akesson, che molti sondaggi davano in ascesa, si sarebbe fermata al 17,2 per cento, sotto il risultato delle precedenti elezioni. In pratica, più che l’onda nazionalista attesa da molti osservatori, per ora emerge la capacità dei socialdemocratici di arginarla. Resta da vedere se Andersson riuscirà davvero a formare un governo: i numeri sono stretti e le consultazioni si annunciano complicate. Però il segnale che arriva da Stoccolma è chiaro. In una fase europea attraversata da tensioni, proteste e avanzate sovraniste, la partita non è affatto chiusa in favore dei populismi.
Ed è proprio l’Europa, insieme ai suoi equilibri interni, a fare da sfondo anche a una riflessione politica più ampia. In questi giorni è tornato al centro il tema della fragilità delle classi dirigenti europee, strette tra la tentazione di inseguire la protesta e quella di opporvisi frontalmente. Una frattura che, secondo molti osservatori, rischia di lasciare spazio non a leadership forti, ma a poteri deboli, esitanti, incapaci di scegliere una direzione netta. E il voto svedese, in questo senso, diventa quasi un test su come i partiti tradizionali possano ancora reggere l’urto.
Spostandoci in Italia, il fronte più caldo resta quello politico, con il campo progressista alle prese con divisioni che non sono più facilmente occultabili. Il nodo si chiama Ucraina. Giuseppe Conte ha ribadito una posizione molto netta: il Movimento Cinque Stelle non accetterà un programma che preveda il proseguimento dell’invio di armi a Kiev. Secondo l’ex premier, continuare su questa strada significherebbe alimentare l’escalation militare. Dal lato opposto, Elly Schlein e il Partito Democratico confermano invece il sostegno all’Ucraina. È una differenza che pesa, e pesa molto, perché tocca la politica estera, l’Europa, l’atlantismo e l’identità stessa di una possibile coalizione alternativa alla destra.
Nel frattempo Schlein, dal palco della festa dell’Unità di Reggio Emilia, prova a tenere insieme il messaggio politico e quello organizzativo. La segretaria dem insiste sull’unità della coalizione, sulla necessità di accelerare il programma e si dice pronta anche all’eventualità delle primarie. Il messaggio è semplice: prima si costruisce una piattaforma comune, poi si decide come scegliere la leadership. E se si andrà al voto tra candidati, dice Schlein, il Pd non ha paura. Ma il problema, oggi, è che il programma comune appare tutt’altro che scontato. Proprio sul rapporto con i Cinque Stelle, e sul peso crescente di Conte nel cosiddetto campo largo, aumentano i dubbi nell’area riformista, liberale ed europeista. Insomma, l’alleanza c’è sulla carta, ma sulla sostanza restano crepe vistose.
Sempre nella discussione pubblica italiana, fanno rumore anche alcune parole di Giuliano Amato su Emma Bonino. In un’intervista, l’ex presidente del Consiglio ha ricordato il loro lungo rapporto umano e politico e si è spinto fino a dire che Bonino sarebbe stata la persona adatta per il Quirinale. Un riconoscimento che riporta al centro una figura capace, nel corso dei decenni, di unire radicalità delle battaglie e pragmatismo istituzionale.
Dalla politica alla tecnologia, con un episodio che ha fatto il giro del web. In Cina, durante un test nello Zhejiang, un robot umanoide della società Unitree ha improvvisamente sferrato un calcio verso l’ingegnere che lo stava collaudando. Nessuno è stato colpito, ma il video ha riacceso domande molto concrete sulla sicurezza dei sistemi robotici avanzati. Non sappiamo ancora che cosa abbia causato quel movimento, ma la scena è diventata simbolica: più l’intelligenza artificiale e la robotica entrano nella vita reale, più cresce l’esigenza di capire come controllarle, regolarle e renderle affidabili.
Chiudiamo con due notizie dal mondo della cultura. La prima riguarda Villa Verdi. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha assicurato che entro un anno il recupero della residenza di Giuseppe Verdi sarà completato. Una rassicurazione arrivata dopo gli appelli del maestro Riccardo Muti, che aveva denunciato l’inerzia della politica. La seconda ci porta in Toscana, dove a vent’anni dalla morte si prepara un omaggio a Oriana Fallaci, con un convegno e una mostra dedicati alla sua eredità culturale. Un’occasione per rileggere una figura ancora capace di dividere, ma impossibile da ignorare.
È tutto per questo episodio. Grazie per averci seguito. Noi ci risentiamo presto con un nuovo riassunto dell’attualità. A presto.



