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Quel De Gaulle inserito inopinatamente da Meloni tra i padri dell’Europa

InPiù scrive che nel discorso al Parlamento di mercoledì scorso la premier Giorgia Meloni ha inopinatamente inserito De Gaulle tra i padri dell’Europa. Eppure il Generale antinazista che fu tra i vincitori della Seconda Guerra Mondiale, padre della Quinta Repubblica e presidente di Francia, non figura tra i padri dell’Europa unita. In effetti, piu’ che crearla, De Gaulle l’Europa la subì e per quanto poté la ostacolò. Fautore di un nazionalismo anche militare, sognava l’Europa delle Patrie, che e’ una contraddizione in termini; si oppose ai trasferimenti di sovranità verso Bruxelles e anche al superamento del diritto di veto su cui ancora si discute. E anche Meloni e’ contraria.
 
 
De Gaulle fu anche tra gli oppositori piu’ strenui della Comunita’ europea di difesa (CED) che il premier francese Pleven, Monnet e De Gasperi, col sostegno di Usa e Gran Bretagna, proposero nel 1950, all’inizio della Guerra Fredda. Nel 1951, da Nîmes, il Generale definì la CED una “babele politica”, e l’opposizione dei parlamentari gollisti  fu uno dei fattori chiave che portarono al fallimento della ratifica del trattato che avrebbe creato l’esercito europeo, bocciato definitivamente dall’Assemblea nazionale francese il 30 agosto 1954. Se la CED fosse stata creata, avremmo da oltre 70 anni un esercito europeo. E forse molte cose, compresa la guerra in Ucraina, sarebbero cambiate.

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