Quanto è buono il panettone sotto l’ombrellone
Panettone estivo: i linguisti definirebbero questa coppia di parole un ossimoro, ovvero “accostamento di due termini in contraddizione tra loro”. Ma l’eccezione conferma la regola, e la Toscana ne è maestra. Ne parla Il Tirreno.
Il panettone è per tradizione il dolce natalizio e, come tale, non avrebbe nulla a che vedere con la stagione del mare, del sole e della spiaggia. Ed invece non è così: anzi la lievitazione del panettone ha bisogno di temperature abbastanza elevate – tra i 23 e i 28 gradi – per sprigionare gli aromi e perché il burro faccia a dovere la sua parte. Temperature che non ci sono in inverno e che i pasticcieri devono ottenere affidandosi alle fonti di calore, con il rischio però di asciugare troppo l’impasto che ne soffrirebbe in fragranza. Ecco il paradosso: le condizioni estive sono funzionali ad una buona riuscita del panettone. E allora perché non gustarlo tutto l’anno?
Da tre anni ha imboccato questa strada della destagionalizzazione anche l’azienda senese Fiore 1827, leader della produzione di cantuccini e ricciarelli e a un passo dai festeggiamenti dei duecento anni di vita: «Abbiamo accettato la sfida – spiega Gabriele Filippini (nella foto), patron della storica ditta –. Ci abbiamo creduto e continuiamo a crederci, così abbiamo affiancato alla versione classica e al cioccolato, quella estiva sostituendo i canditi con la frutta fresca. Pesca e albicocca ci sono sembrati subito gli ingredienti ideali per proporre il panettone anche sulla spiaggia, allungando così la possibilità di degustarlo ben oltre ed al di là del solo periodo delle festività di fine anno». E non resta che gustarci il panettone sotto l’ombrellone.


