Può nascere un possibile asse tra Monte dei Paschi e Generali, ci sarebbero stati incontri tra Lovaglio e Donnet
Un possibile asse tra Banca Monte dei Paschi e Generali per provare a costruire un’alternativa all’offerta di Intesa Sanpaolo. Secondo quanto ricostruito dal quotidiano Il Sole 24 Ore e rilanciato da Business People, l’amministratore delegato del Monte, Luigi Lovaglio (nella foto), e il Ceo del Leone, Philippe Donnet, si sarebbero incontrati in almeno un paio di occasioni per ragionare su un progetto diverso da quello proposto da Ca’ de Sass.
Il dossier, però, non sarebbe in fase operativa. Da Generali è arrivato un richiamo alle priorità del management: proseguire nell’attuazione del piano Lifetime Partner27: Driving Excellence e difendere l’indipendenza e l’integrità della compagnia. Mps, invece, non ha rilasciato commenti.
Il dialogo tra Siena e Trieste ricostruito oggi dal quotidiano economico si inserisce nelle interlocuzioni avviate dopo che Mps, tramite Mediobanca, è diventata un azionista rilevante di Generali. Il terreno più concreto resta la bancassurance: l’accordo tra il Monte dei Paschi e Axa è vicino alla scadenza, e questo potrebbe aprire uno spazio per il Leone nella distribuzione di prodotti assicurativi attraverso gli sportelli della banca senese.
Da una possibile partnership commerciale, il ragionamento si sarebbe poi allargato a un ruolo più forte di Trieste nella partita su Mps, anche alla luce dell’offerta di Intesa Sanpaolo. Il salto, però, è complesso: un conto è sostituire Axa nella bancassurance, un altro è immaginare un coinvolgimento più strutturale della compagnia nel futuro della banca.
L’ipotesi non nasce da zero. Circa cinque anni fa era già stato studiato un progetto di maggiore integrazione tra Generali e Mps, ispirato anche al precedente Allianz-Dresdner in Germania. Quello schema, però, non superò il vaglio dei vertici del Leone.
Il problema resta l’impatto patrimoniale. Il Danish Compromise agevola l’ingresso delle banche nel capitale delle assicurazioni, ma non prevede una simmetria per le compagnie che vogliano investire nelle banche. Anche il presidente dell’Ania, Giovanni Liverani, ha segnalato la necessità di superare questa asimmetria. Per ora, quindi, il piano Mps-Generali resta congelato. Non chiuso definitivamente, ma subordinato alla possibilità di trovare una struttura capace di superare il nodo regolatorio senza pesare troppo sui requisiti di capitale del Leone.





